11 dicembre 2019
Aggiornato 01:30

L'ultima frontiera del terrore: l'Isis si prepara a usare le armi chimiche in Occidente

Secondo il ministro alla Sicurezza britannico, Ben Wallace, Daesh si starebbe preparando a usare armi chimiche in Europa per aumentare il numero delle vittime durante gli attentati

L'Isis potrebbero ricorrere alle armi chimiche.
L'Isis potrebbero ricorrere alle armi chimiche. Shutterstock

LONDRA – L'Isis si sta preparando a usare armi chimiche di massa in Occidente. E' l'allarme lanciato nelle scorse dal ministro alla Sicurezza britannico, Ben Wallace, dopo la notizia della strage di Istanbul. Wallace ha anche aggiunto che i servizi di sicurezza britannici hanno già condotto esercitazioni per far fronte all'emergenza.

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Daesh si prepara a usare armi chimiche
Daesh è privo di scrupoli e potrebbe ricorrere alle armi chimiche per causare stragi di massa. La massima ambizione dell'Isis, infatti è quella di compiere attentati con il numero più alto possibile di vittime e per riuscirci potrebbe utilizzare anche sostanze chimiche altamente tossiche. L'allarme è stato lanciato nelle scorse ore dal ministro alla Sicurezza britannico, Ben Wallace, che ha rilasciato un'intervista per il Sunday Times dopo la strage al night club Reina di Istanbul. «Non hanno alcun ostacolo morale a usare armi chimiche contro le popolazioni» ha sottolineato il ministro.

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L'allarme del ministro alla Sicurezza britannico
E l'elevato numero di vittime che potrebbe essere coinvolto in un attacco del genere «sarebbe la peggior paura di tutti», ha aggiunto Wallace. Anche se nessun piano specifico è stato per il momento identificato, i servizi di sicurezza britannici si stanno preparando a gestire anche questa emergenza ed hanno già effettuato delle esercitazioni. Come riporta l'ANSA, Wallace ha citato i report sull'utilizzo di armi chimiche da parte di miliziani Isis in Siria e Iraq e ha riferito che le autorità marocchine hanno bloccato una cellula a febbraio che custodiva sostanze utili per fabbricare una bomba «sporca» cioè potenzialmente tossica.

La Tunisia è diventata una fabbrica di jihadisti
D'altronde, secondo quanto riporta l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, lo Stato islamico avrebbe già utilizzato il gas mostarda a Marea, in Siria, nell'agosto del 2015 e potrebbe replicare l'operazione in Occidente. I foreign fighters destano particolare preoccupazione, perché secondo alcune stime risalenti al 2014 almeno 500 jihadisti britannici attualmente operanti con lo Stato Islamico si sarebbero arruolati per andare a combattere in Siria, ma secondo il New York Times sarebbero almeno il triplo. Mentre tra i paesi del Medio Oriente, uno di quelli che «produce» più jihadisti è la (ex) democratica Tunisia. Anis Amri, l'attentatore della strage di Berlino, veniva da lì.