18 giugno 2019
Aggiornato 16:30
Strage di Istanbul

Attentato a Istanbul, l'Isis rivendica la strage e il killer è in fuga

Dietro l'attentato di Capodanno di Istanbul c'è la mano dell'Isis. Trentanove morti, 27 sono stranieri. Subito dopo la strage il terrorista si è cambiato d'abito e ha fatto perdere le sue tracce

ISTANBUL - La caccia all'uomo è iniziata. Lo Stato Islamico ha rivendicato l'attentato alla discoteca di Istanbul Reina in cui sono morte 39 persone e ha reso noto che l'attentatore, attualmente in fuga, è «uno dei soldati del Califfato». Le vittime sono principalmente stranieri provenienti da Paesi arabi. I morti sono in tutto 27, ma i feriti superano la sessantina. Secondo la stampa turca l'uomo, che avrebbe agito da solo, potrebbe essere originario dell'Uzbekistan o del Kirghizistan.

E' la prima volta che l'Isis rivendica un attentato a Istanbul
L'attacco di Capodanno segna un inizio del 2017 sanguinoso per la Turchia. Nel 2016 il paese aveva già  subito numerosi attentati, ma questa è la prima volta che l'Isis ne rivendica uno a Istanbul, anche se la megalopoli del Bosforo è stata altre volte nel mirino dei jihadisti ed era stata già colpita. Nel comunicato diffuso oggi sui social media dall'agenzia di propaganda jihadista Amaq, anche in lingua turca, l'Isis dichiara che l'attentatore ha usato granate e una pistola nell'assalto e accusa la Turchia di servire i cristiani.

La strage nella discoteca e l'inizio della caccia all'uomo
L'attentato, secondo quanto si evince dalle parole pronunciate dal terrorista prima di aprire il fuoco, sarebbe stata la risposta all'intervento militare turco in Siria contro lo Stato Islamico. Tuttavia, mentre le autorità hanno lanciato la caccia all'uomo in tutto il Paese, restano poche le certezze su quanto accaduto all'1:15 della notte dell'1 gennaio. Si soltanto che un uomo armato con un fucile d'assalto è arrivato davanti al Reina, una discoteca molto nota e famosa soprattutto tra stranieri e vip sulla sponda europea di Istanbul, è ha iniziato a sparare, uccidendo prima al di fuori del locale un poliziotto e un civile.

180 colpi di fucile in 7 minuti
Secondo i media turchi l'assalitore ha sparato in sette minuti tra i 120 e i 180 colpi di fucile. Nel locale si trovavano circa 600-700 persone che stavano festeggiando il capodanno. Dopo l'assalto, l'uomo è fuggito e probabilmente si è cambiato d'abito. Poi di lui si sono perse le tracce. Inizialmente i media turchi avevano riferito che indossasse un costume di Babbo Natale, notizia successivamente smentita anche dal premier Binali Yildirim. L'identità dell'assalitore risulta, comunque, ancora sconosciuta e il ministro degli Interni Suleyman Soylu ha dichiarato che sono stati messi in campo sforzi imponenti per trovare l'attentatore.

Il pericolo continua
«Il pericolo continua», ha scritto in un editoriale per Hurriyet, Abdulkadir Selvi, sottolineando che gli Usa avevano lanciato un allarme per possibili attentati a Ankara e Istanbul per fine dicembre. L'attentato di Istanbul è stato un colpo ancora più duro perché è avvenuto una città quasi blindata per i festeggiamenti di fine anno. Secondo il quotidiano Hurriyet gli inquirenti ritengono che l'assalitore possa essere collegato alla cellula terroristica responsabile del triplice attentato all'aeroporto Ataturk di giugno in cui morirono 47 persone.

(con fonte Afp)