18 luglio 2019
Aggiornato 13:00
Ora la minaccia è l'immigrazione dall'Est europeo

Brexit, se addirittura gli immigrati extracomunitari dicono «bye-bye» all'Europa

Molti inglesi hanno votato per la Brexit per timore dei flussi migratori. Ma tra di loro, a sorpresa, ci sono molti immigrati e cittadini di origine extraeuropea. Spaventati dall'«invasione» degli europei.

LONDRA - E' stata una notte di fuoco, in Gran Bretagna, una notte che ha portato all'addio di Londra all'Ue: il fronte anti-europeo ha prevalso con il 52% dei voti. Uno dei temi chiave su cui si è giocata la campagna pro-Brexit è stato quello dell'immigrazione. I sostenitori dell'uscita dall'Ue, peraltro aiutati dalla contingenza storica, non hanno perso occasione per ricordare ai britannici gli effetti che una continua immigrazione extracomunitaria e (soprattutto) comunitaria potrebbe avere sull'economia e sull'equilibrio sociale del Paese. Questo è uno dei motivi per cui molti immigrati si sono quasi automaticamente schierati con il fronte anti-Brexit. Molti, ma non tutti.

Cosa votano le seconde generazioni?
Uno dei fenomeni forse più curiosi a livello sociologico legati a questo referendum riguarda proprio questo argomento: perché una fetta consistente di persone di origine straniera, specialmente se di seconda e terza generazione, residente nel Regno Unito si è a sorpresa schierata con il fronte che vuole lasciare l'Europa, un fronte che, appunto, non ha mancato di sventolare lo spettro dei flussi migratori. Secondo il British Election Study, si tratterebbe almeno di un terzo delle minoranze etniche britanniche: una percentuale certamente minoritaria, ma comunque non indifferente.

La concorrenza degli «altri»
Un fenomeno che parrebbe inspiegabile: basti guardare il manifesto elettorale dell'Ukip di Nigel Farage, che riporta l'efficacissima immagine di un'ondata di immigrati pronti a «invadere» il Regno, con tanto di slogan «Breaking point». Perché una persona di origine straniera, con genitori immigrati, o immigrata a sua volta dovrebbe sposare questa causa che apparentemente dovrebbe respingerla? Il motivo è molto semplice: perché una volta che pachistani, giamaicani o indiani si sentono naturalizzati «britannici», a loro volta cominciano a temere che l'«invasione» di «altri» migranti possa rompere l'equilibrio da loro faticosamente conquistato.

I confini del Commonwealth
Così, a voler sondare l'opinione di queste seconde o terze generazioni, sembra quasi di sentir parlare un inglese nato e cresciuto sotto l'ombra del Big Ben. Sempre più cittadini di origine straniera evocano regole più restrittive sull'immigrazione, e temono che nuovi arrivi possano costituire una «concorrenza pericolosa» nel mercato del lavoro e nel welfare. Quasi paradossalmente, è soprattutto l’immigrazione continentale – specialmente est-europea – a spaventare queste persone, che la vedono come una minaccia. Senza contare che due dei volti principali della campagna del «Leave», Michael Gove e Boris Johnson, hanno ipotizzato che con la Brexit e la fine del libero movimento sarebbe più semplice stabilire un’equità tra i cittadini britannici e gli «altri, inclusi coloro che vengono dai Paesi del Commonwealth».

L'estrema destra convince anche gli stranieri
Così, si è creata la quantomeno bizzarra situazione per cui alcune fette di immigrati o figli di immigrati – quelli che affondano le proprie radici nell’antico impero britannico – si sentono ben più tutelati dai partiti di estrema destra, solitamente considerati «xenofobi» e «razzisti», rispetto che dalle solite ricette moderate. E proprio loro, i cui discendenti hanno vissuto sulla propria pelle l’esperienza della migrazione e le difficoltà dell’integrazione, sono portati a volersi tutelare dagli «altri», i «nuovi altri». Che, per completare il paradosso, sono sempre più migranti europei in cerca di occasioni lavorative al di là della Manica.

Ora gli «invasori» sono comunitari
La «minaccia» che un tempo era rappresentata dagli «extracomunitari», dunque, oggi in Gran Bretagna è incarnata dai «comunitari», specialmente dell’Est europeo. E’ su di loro, in primis, che si è concentrata la campagna per il Leave, ed è a causa loro che molti immigrati o cittadini britannici di origine straniera, oggi, voteranno per uscire dall’Europa. Quell’Europa che i loro padri parevano fieri di aver raggiunto, una volta approdati nelle terre di Sua Maestà. Ma che oggi, addirittura per loro, fa più male che bene.