20 ottobre 2019
Aggiornato 07:30
Sondaggio: per l'85% meglio essere un cittadino della Federazione Russa

Mai così patriottici e orgogliosi: ecco i russi del 2015

I russi non sono mai stati tanto fieri del proprio Paese. Lo rivela un sondaggio del centro indipendente Levada

MOSCA - I russi non sono mai stati tanto fieri del proprio Paese. Lo rivela un sondaggio del centro indipendente Levada. La stragrande maggioranza degli intervistati (85%) ritiene che sia meglio essere un cittadino della Federazione Russa, rispetto a qualsiasi altro paese e su questo avrebbe avuto diretta influenza l'intervento russo in Siria. L'anno scorso, a seguito della crisi ucraina e della annessione della Crimea, la pensavano così il 78%. E prima ancora il 70%.

Patriottismo in crescita
Va notato il patriottismo in forte crescita dei russi, che nel 1996, ossia quattro anni prima dell'affermazione di Vladimir Putin a presidente, la vedevano decisamente in maniera diversa: solo il 36% pensava che la Russia fosse il meglio che gli potesse accadere.

Niente più vergogna
Nel 1996 addirittura l'81% dei cittadini riteneva che «in Russia, si verificano situazioni che mi fanno vergognare per il Paese». Nel mese di ottobre 2012, all'inizio del terzo mandato del presidente Putin, la maggioranza dei russi (52%) ancora si vergognava di quello che sta accadendo nel paese. Ma da ottobre 2014, dopo l'annessione della Crimea alla Russia, la maggior parte degli intervistati (51%) ha deciso che non c'è più nulla di cui vergognarsi. E ora con i raid russi in Siria, i russi, che non si vergognano di quello che sta accadendo all'interno del paese, ha raggiunto il 55%. Inoltre, il 68% dei rispondenti nota una maggiore influenza politica della Russia nel mondo. Fino all'anno 2003, la maggioranza (52%) non era soddisfatta dal ruolo del proprio Paese. 

Impegno in Siria
L'aviazione russa ha effettuato oltre 1000 raid aerei in Siria la settimana scorsa, molti indirizzati contro le istallazioni petrolifere dei «terroristi» e colpendo anche una «delle principali roccaforti» dei combattenti. Dal 26 novembre al 4 dicembre, dice un comunicato, l'aviazione ha colpito 1458 obbiettivi terroristi nella zona di Idleb, Aleppo, Latakia, Hama, Homs, raqqa e Deir Ezzor. Tra i vari obbiettivi colpiti anche un campo di «addestramento dei terroristi» e in uno dei raid è anche stato ucciso uno dei leader dei gruppi criminali legati all'Isis, Abu-Abdu e diversi altri signori della guerra.

(Con fonte Askanews)