24 agosto 2019
Aggiornato 13:00
La priorità è la questione mediorientale

La fitta agenda di Putin ha una priorità: la Siria

Il dossier mediorientale scotta e il Cremlino deve ottimizzare l'agenda. Così il presidente russo Vladimir Putin non potrà partecipare al Vertice APEC, ma sarà al G20 in Turchia e alla conferenza sul clima a Parigi

MOSCA - Il dossier mediorientale scotta e il Cremlino deve ottimizzare l'agenda. Così il presidente russo Vladimir Putin non potrà partecipare al Vertice APEC, che avrà luogo il 17-18 novembre nelle Filippine. A confermarlo, il suo portavoce Dmitri Peskov, dopo che l'indiscrezione era già comparsa sul sito Gazeta.ru.

Al G20 ci sarà
Al posto del presidente russo, andrà alla riunione il primo ministro Dmitry Medvedev. Secondo una fonte del Cremlino, citata invece dall'agenzia indipendente Rbk, il 15-16 novembre il presidente si recherà in Turchia per il vertice del G20. Originariamente si pensava che il 17 novembre Putin sarebbe passato attraverso una delle regioni russe, per poi essere tra il 17 e il 18 novembre, insieme con altri leader del mondo, nelle Filippine.

Conversazioni telefoniche
«Parte degli incontri bilaterali sarà compensata da conversazioni telefoniche, alcuni incontri non erano ancora stati concordati, quindi omissioni in questo caso non ci saranno», ha detto il capo del servizio stampa del Cremlino.

Turchia e Parigi
Il politologo Fyodor Lukyanov sottolinea che è una questione di priorità: «il presidente va al vertice del G20, in Turchia, e poi alla conferenza sul clima a Parigi (prevista a fine novembre-inizio dicembre). Putin di recente, viaggia raramente e quei leader con cui vuole parlare, li vede al vertice del G20» ha aggiunto Lukyanov parlando con Gazeta.ru.

Priorità Medio Oriente
A proposito, del vertice del G20 - che vedrà la partecipazione del presidente degli Stati Uniti Barack Obama - Putin potrebbe incontrare il leader della Casa Bianca. Secondo Lukyanov, «ora la priorità del Presidente è il Medio Oriente e questo tema risuonerà al summit tra i 20 grandi». E anche alla conferenza sul clima a Parigi.

Mosca non ha paura
Sempre Lukyanov, parlando ad askanews dopo il dramma aereo del Sinai, aveva dichiarato: «la Russia non può certo mostrarsi spaventata o avere paura, soprattutto in un momento come questo. Quindi Mosca andrà avanti con le operazioni militari. Altro sarà capire che cosa rappresenta il concetto di vittoria» per Mosca, anche nel «processo di pace» che seguirà per Damasco.

Non andrà in Siria
Il presidente russo Vladimir Putin «per ora» non ha piani di visitare il contingente russo in Siria. Lo ha detto il suo portavoce Dmitri Peskov, aggiungendo invece che la proposta iraniana di presenziare al forum dei Paesi esportatori di gas è «al vaglio».

Nodo doping
Oltre agli impegni «internazionali», il capo del Cremlino deve anche far fronte allo scandalo doping abbattutosi sul suo Paese. La Russia è infatti pronta a creare una nuova agenzia antidoping. Lo ha detto il ministro russo dello Sport Vitaly Mutko, dopo che l'Agenzia mondiale antidoping (WADA) ha accusato il paese di «doping di stato». Mutko ha parlato di «un laboratorio ricostruito da zero o creare una nuova agenzia antidoping», ha detto il ministro. L'Associazione Internazionale di Atletica Leggera Federazione (IAAF) deciderà oggi su una possibile sospensione della Russia dalle gare di atletica. Mosca rischia l'esclusione dalle olimpiadi di Rio 2016.

(Con fonte Askanews)