19 settembre 2019
Aggiornato 02:30
Ma non c'è accordo nella comunità internazionale

A Vienna si sceglieranno gli oppositori che negozieranno con Assad

L'incontro internazionale di sabato a Vienna sulla crisi siriana, consentirà di definire una delegazione unificata dell'opposizione siriana che discuterà col regime di Damasco modi e tempi della transizione politica. Lo ha detto una fonte occidentale all'agenzia France Press a tre giorni dal summit nella capitale austriaca

BEIRUT - L'incontro internazionale di sabato a Vienna sulla crisi siriana, consentirà di definire una «delegazione unificata» dell'opposizione siriana che discuterà col regime di Damasco modi e tempi della transizione politica. Lo ha detto una fonte occidentale all'agenzia France Press a tre giorni dal summit nella capitale austriaca.

Lista di 20-25 persone
Verrà definita, dice la fonte, una lista di 20, 25 persone che saranno poi ripartite in due commissioni, una per le riforme politiche l'altra per la sicurezza. Le due commissioni lavoreranno sotto il cordinamento dell'inviato Onu Staffan de Mistura. Su quali siano gli esponenti e le forze dell'opposizione titolati a negoziare la transizione non vi è al momento accordo tra le varie potenze interessate alla crisi e in particolare Russia e Iran hanno valutazioni molto diverse da quelle di Usa e Unione Europea. Secondo la fonte, la Russia ha presentato una lista di 38 personalità, l'Arabia saudita ne ha proposti venti, l'Egitto dieci.

Le mire di Erdogan
Intanto, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha invitato i leader mondiali ad accogliere il progetto turco di una zona cuscinetto all'interno del territorio siriano, a pochi giorni dal vertice del G20 che verrà ospitato nella località balneare turca di Antalya, sul Mediterraneo. Parlando ad Ankara a un gruppo di imprenditori, Erdogan ha detto che il conflitto siriano sarà domenica e lunedì al centro dei colloqui tra i leader, tra cui il presidente Usa Barack Obama, il presidente russo Vladimir Putin e il re saudita Salman. Erdogan da tempo chiede una zona sicura in Siria, sotto Azaz e Jarablus al nord, che potrebbe ospitare una parte dei 2,2 milioni di rifugiati siriani ospitati in Turchia e fungere da cuscinetto per proteggere lo stesso confine turco. Ma l'idea ha finora avuto un'accoglienza tiepida presso le potenze mondiali, anche se Ankara negli ultimi giorni ha fatto capire che l'Occidente si sta avvicinando a questo punto di vista. «Vanno prese iniziative più realistiche per una soluzione che comprenda in particolare la nostra proposta di stabilire una zona sicura libera dal terrorismo» ha detto Erdogan.

Iran: priorità non è Assad... 
La risoluzione della crisi siriana non gira attorno al destino del presidente Bashar al Assad, quanto piuttosto alla necessità di avere a Damasco uno Stato forte per combattere il terrorismo. E' quanto ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani in un'intervista trasmessa oggi dai media francesi in vista della sua visita a Parigi il 16 e 17 novembre. «Non si tratta di una questione di persone, ma di una questione di sicurezza e stabilità», ha detto Rohani, stando alla traduzione fornita da France 2. «Dobbiamo impegnarci a sradicare il terrorismo in Siria e fare in modo che vengano ripristinate pace e stabilità», ha aggiunto nell'intervista concessa alla radio Europe 1. E per quanto riguarda la persona incaricata di governare il paese, "tutto è nelle mani dei siriani. Spetta a loro decidere chi sarà il loro leader e come deve essere lo Stato".

... ma la lotta all'Isis
Per l'Iran, come per la Russia, entrambi alleati di Damasco, prioritaria in Siria è infatti la lotta al terrorismo. «Come si può pensare di lottare contro il terrorismo senza un governo legittimo a Damasco? Quale Paese è riuscito a combattere il terrorismo senza uno Stato forte? Lo Stato siriano deve essere uno Stato forte per poter combattere contro il terrorismo», ha insistito. «In Siria dobbiamo innanzitutto sradicare il terrorismo - ha rimarcato - questa è la prima priorità (...) bisogna ricreare condizioni di sicurezza in modo che le persone possano tornare nelle loro case».

Ancora mistero sulla partecipazione dell'Iran
Il conflitto in corso dal 2011 ha costretto milioni di siriani a cercare rifugio, inizialmente, nei Paesi vicini, quindi in Europa. Un nuovo vertice della comunità internazionale sulla crisi siriana è in programma sabato a Vienna, dopo quello del 30 ottobre scorso, ma l'Iran non ha ancora fatto sapere se parteciperà o meno. Lo ha detto il viceministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian alla tv libanese al Mayadeen, citata dall'agenzia Irna.

(Con fonte Askanews)