4 marzo 2021
Aggiornato 16:00
Lavrov: «Sarà la Siria a decidere su Assad»

Siria, gelo tra Usa e Iran. De Mistura: «Presto colloqui tra le parti a Ginevra»

Mentre Teheran sottolinea l'assenza di qualsiasi cooperazione con Washington, l'emissario Onu Staffan De Mistura a Mosca incontra Lavrov e annuncia il repentino avvio dei colloqui a Ginevra

DAMASCO - L'Iran «non ha né avrà alcuna cooperazione diretta o indiretta con gli Stati Uniti» sulla questione siriana: lo ha dichiarato Ali Akbar Velayati, consigliere per gli affari internazionali della Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei. Teheran «non accetterà alcuna soluzione alla crisi siriana che non sia stata approvata dallo stesso popolo siriano», ha ribadito Velayati al termine di un colloquio con il viceministro degli Esteri di Damasco, Faysal Moqdad.

Primato di Teheran
«La Repubblica Islamica è stata il solo Paese ad aver difeso la Siria all'inizio della crisi, poi si sono aggiunti l'Iraq, (le milizie sciite libanesi di) Hezbollah e la Russia: oggi questo schieramento ha la meglio nella regione perché nei fatti è l'unico che combatte il terrorismo», ha concluso Velayati. L'Iran è il principale sostegno regionale del regime di Damasco, al quale fornisce sostegno finanziario e militare, compreso il dispiegamento sul terreno di un numero sempre maggiore di consiglieri militari. Teheran ha tuttavia partecipato per la prima volta venerdì scorso a Vienna a una riunione multilaterale sulla crisi siriana, insieme a Stati Uniti, Russia e altri 14 Paesi.

Isis respinto ad Aleppo
Intanto, l'esercito siriano ha rotto l'assedio delle milizie jihadiste dello Stato Islamico (Isis) ai quartieri di Aleppo in mano alle forze governative: lo ha reso noto la televisione di Stato siriana. L'esercito «ha ripreso il controllo totale» di una delle principali strade di collegamento con il resto del Paese, dopo «aver eliminato un gran numero di terroristi» dell'Isis; l'asse stradale era di fatto l'unico a permettere l'arrivo dei rifornimenti alla zona di Aleppo ancora nelle mani delle forze del regime, ed era stato interrotto dai jihadisti il 24 ottobre scorso.

De Mistura a Mosca
Eppure, il conflitto non accenna a placarsi. Il governo siriano e l'opposizione dovrebbero avere dei contatti diretti per una soluzione politica al conflitto: lo ha affermato l'inviato speciale dell'Onu per la Siria, Staffan de Mistura, in visita a Mosca dove ha incontrato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov. De Mistura ha sottolineato come l'Onu sia «pronta ad avviare immediatamente» dei colloqui fra le parti a Ginevra, come richiesto al termine dell'incontro svoltosi la settimana scorsa a Vienna fra i rappresentanti di 19 Paesi (senza tuttavia alcuna rappresentanza di Damasco o dell'opposizione).

Lavrov: sarà il popolo a decidere
«Abbiamo un piano», ha spiegato De Mistura precisando che si basa sull'accordo di Ginevra del 2012 - rimasto lettera morta - e sulle relative modalità di transizione, nonché sulla riunione di Vienna: «Dobbiamo lavorarci rapidamente», senza che le parti pongano alcuna precondizione per un dialogo. Lavrov da parte sua ha dichiarato che al tavolo negoziale dovrebbe essere rappresentato «l'intero spettro» della società siriana, ribadendo che il futuro politico del presidente Bashar al-Assad dovrà essere deciso «dal popolo siriano». Inoltre, ha concluso Lavrov, prima di qualsiasi incontro le parti dovrebbero mettersi d'accordo su un elenco di «organizzazioni terroristiche» - che verrebbero escluse dai colloqui - e su una seconda lista di organizzazioni di opposizione che parteciperebbero ai negoziati «sotto gli auspici delle Nazioni Unite».

(Con fonte Askanews)