20 novembre 2019
Aggiornato 03:30
Gentiloni auspica che Leon porti avanti dialogo tra i libici

Libia, Italia, Egitto e Algeria: serve un governo di transizione

Italia, Algeria ed Egitto hanno ribadito ieri l'urgente necessità di formare un governo di transizione in Libia, basato su un ampio consenso tra i libici, che affronti le principali sfide poste oggi al Paese del Nord Africa

ROMA - Italia, Algeria ed Egitto hanno ribadito ieri «l'urgente necessità di formare un governo di transizione in Libia, basato su un ampio consenso tra i libici», che affronti le principali sfide poste oggi al Paese del Nord Africa sul piano economico e di sicurezza. Al termine del terzo vertice tripartito sulla crisi libica, che ha riunito ad Algeri i ministri degli Esteri Paolo Gentiloni, Abdelkader Messahel e Sameh Shukri, i tre ministri hanno concordato anche «sull'importanza di portare avanti le consultazioni per arrivare a una soluzione politica capace di mettere fine alla crisi libica e tutelare la sicurezza e la sovranità di questo Paese».

Accordo
Il ministro Gentiloni ha espresso con «forza» la propria «speranza» di vedere i libici arrivare a un accordo, sottolineando anche che l'attuazione dell'intesa per un governo di unità nazionale è una «decisione sovrana che riguarda solo i libici». Stando a quanto riportato dall'agenzia algerina Aps, il capo della Farnesina ha quindi auspicato che l'inviato Onu per la Libia, Bernardino Leon, che ha guidato i negoziati tra le parti libiche nel corso dell'ultimo anno, possa continuare la sua missione, ossia arrivare alla «formazione di un governo di unità nazionale», nonostante il suo mandato sia ormai scaduto e il Palazzo di Vetro abbia già designato il tedesco Martin Kobler come suo successore. Sabato scorso è stato lo stesso segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon a riferire che Leon «rimane pienamente impegnato nel processo di facilitare il dialogo politico libico».

Interessi del popolo libico
Da parte sua, il ministro algerino ha definito l'accordo presentato dall'Onu, ma respinto finora dai due parlamenti libici di Tripoli e Tobruk, come «sufficientemente consensuale» e «rassicurante», invitando le parti libiche a «mettere gli interessi del popolo libico al di sopra di ogni considerazione». «Oggi - ha aggiunto Messahel - alla luce della portata e della gravità delle sfide poste alla Libia, in particolare quelle relative al terrorismo e alla criminalità, è indispensabile arrivare a un accordo tra i partner libici che protegga la Libia dal caos».

Quadro unificante
Il capo della diplomazia egiziana ha definito il progetto Onu «un quadro unificante che serve gli interessi del popolo libico», affrontando le sfide del Paese. L'Egitto, ha continuato Shukri, «sostiene e accoglie con favore gli sforzi delle Nazioni Unite per formare un governo di unità nazionale», sottolineando che il popolo libico è l'unico che possa decidere il proprio destino in un quadro che garantisca la sicurezza e la stabilità della Libia e preservi la sua integrità territoriale.

Rivalità permangono
Nonostante le dichiarazioni sulla «convergenza di vedute», rimane la rivalità tra il Cairo e Algeri, con gli egiziani che sostengono apertamente il parlamento di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale, e gli algerini considerati invece più vicini al Congresso generale nazionale di Tripoli, sebbene si siano sempre dichiarati neutrali. Tuttavia, ha sottolineato oggi il sito Libya Herald, a fronte dello stallo negoziale seguito al rifiuto opposto dai due parlamenti al progetto Onu, l'Egitto sta diventando centrale, con Onu, Ue e lo stesso Tobruk che premono sull'esecutivo del Cairo.

Appelli
La scorsa settimana è stato Leon a recarsi nella capitale egiziane per convincere l'esecutivo a fare pressioni su Tobruk perchè accetti l'accordo. Quindi è stata la volta del presidente dello stesso parlamento di Tobruk, Ageela Salah Gwaider, arrivato al Cairo per chiedere agli egiziani di non premere per ottenere il via libera alla proposta e di continuare a sostenere l'assemblea libica. Gwaider, secondo il sito, sarebbe ancora in Egitto. E ieri è giunto al Cairo anche il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, che incontrerà il presidente Abdel fatah al Sisi, quindi Shukri, al suo rientro da Algeri.

(Con fonte Askanews)