15 settembre 2019
Aggiornato 22:30
Verso un diritto di asilo europeo

Immigrazione, L'Ue cerca di affrontare la crisi dei migranti e invia il commissario Avramopoulos a Calais

In attesa del nuovo vertice dei ministri dell'Interno dell'Ue, previsto per il 14 settembre, diventano più tesi i rapporti diplomatici con l'Ungheria

PARIGI (askanews) - I Ministeri degli Interni dell'Ue si riuniranno di nuovo il 14 settembre prossimo per «fare dei progressi concreti» di fronte a una crisi migratoria sempre più grave: in particolare, Italia e Francia si sono pronunciate per delle iniziative rapide in favore di un «diritto di asilo europeo».

La Francia definisce "scandalosi" i paesi dell'est
Il premier francese Manuel Valls sarà oggi a Calais per una visita di sostegno ai rifugiati, accompagnato dal vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans e dal Commissario per gli affari migratori, Dimitris Avramopoulos: proprio la Francia - per bocca del suo ministro degli Esteri, Laurent Fabius - aveva definito «scandaloso» l'atteggiamento di alcuni Paesi dell'Europa dell'est di fronte alla crisi migratoria. I migranti che «fuggono guerre, persecuzioni, tortura e oppressioni devono essere accolti» in Francia ed ha aggiunto che i «migranti devono essere trattati degnamente, ospitati e curati. Il nostro dovere - ha proseguito Vallas - è trovare delle risposte durature, fondate su valori di umanità, responsabilità e fermezza».

L'Ungheria si irrita e convoca un diplomatico francese
Le dichiarazioni di Fabius hanno suscitato l'irritazione del governo ungherese, che - il girono dopo aver annunciato il completamento della barriera di filo spuntato alla frontiera con la Serbia - ha convocato un rappresentante diplomatico francese per chiedere spiegazioni. La presenza della barriera non ha peraltro dissuaso i migranti provenienti dalla Serbia dal passare il confine, sia attraversando la barriera stessa sia seguendo i binari ferroviari, lungo i quali non esiste alcun ostacolo: migliaia di persone - per la maggior parte siriani, iracheni e afgani - stanno percorrendo la «strada dei Balcani» per cercare di raggiungere i Paesi dell'Ue e in particolare Austria e Germania. Nonostante la recinzione di filo spinato, i migranti continuano ad affluire in massa in Ungheria dalla frontiera serbo-ungherese. Ieri erano in 2.700, secondo le cifre fornite oggi dalla polizia.