22 ottobre 2021
Aggiornato 08:00
Ong sollecita trasferimenti in altri Paesi Ue

Grecia, Save the Children denuncia: minori migranti a rischio abusi

I bambini rifugiati e migranti in Grecia si trovano ad alto rischio di sfruttamento, abuso e malattie, anche mortali, a causa del collasso del sistema ufficiale di accoglienza, dovuto alla crisi economica

ATENE (askanews) - I bambini rifugiati e migranti in Grecia si trovano ad alto rischio di sfruttamento, abuso e malattie, anche mortali, a causa del collasso del sistema ufficiale di accoglienza, dovuto alla crisi economica. Questo l'allarme lanciato da Save the Children, precisando come solo un centro di prima accoglienza è funzionante come tale mentre gli altri sono più simili a centri di detenzione. A fronte di questa situazione l'ong ha lanciato un intervento umanitario nelle isole del Dodecaneso e ad Atene, chiedendo all'Ue di aumentare il numero di migranti trasferibili da Italia e Grecia.

1.000 sbarchi al giorno
Sono circa 1.000 le persone che sbarcano ogni giorno sulle isole del Dodecaneso, per la maggior parte siriani, afgani e iracheni che cercano rifugio in Europa. Lesbo, in particolare, è la principale meta dei migranti: 25.000 giunti dall'inizio dell'anno e 5.000 presenti al momento. Come precisa l'ong, nel solo mese di giugno sono giunti sulle isole 4.270 bambini, 86 dei quali non accompagnati. Ma il sistema di accoglienza ufficiale è sopraffatto: la fornitura di cibo, acqua, medicine e di un posto sicuro dove dormire è molto al di sotto le necessità dei migranti.

Mancano finanziamenti
Sono nove i «Centri di prima accoglienza», ma per la mancanza di finanziamenti solo uno funziona come tale mentre gli altri assomigliano più a centri di detenzione, dal momento che bambini e adulti non possono uscire e inoltre sono privi dei basici servizi. La società civile locale e associazioni non profit internazionali hanno intensificato la loro azione di aiuto, ma i bambini continuano a vivere in condizioni terribili.

Bambini a rischio
I bambini più vulnerabili, in particolare quelli che dormono fuori da soli o che si ritrovano bloccati in grandi gruppi di adulti nei sovraffollati centri di detenzione, sono a rischio di tratta, sfruttamento sessuale e abusi. Alcuni bambini hanno riferito agli operatori di Save the Children a Lesbo, Chios, Kos e Atene di non aver mangiato per giorni e di aver paura a dormire fuori o andare in bagno durante la notte per il rischio di abusi. I neonati e i bambini più piccoli sono particolarmente a rischio di malattie diarroiche, gravi scottature, colpi di calore e disidratazione, che possono rivelarsi fatali per dei bambini piccoli. Nei campi informali il 90% delle persone non ha un posto adeguato per dormire - come ad esempio una tenda - e le possibilità di lavarsi sono quasi inesistenti.

L'appello a governo e Ue
Il governo greco ha la responsabilità primaria di mettere in piedi e assicurare un efficiente e sicuro sistema di accoglienza per i rifugiati e migranti che arrivano sulle sue coste, ma l'onere non può ricadere solo sulla Grecia. Le persone che arrivano in Grecia, come d'altra parte in Italia, cercano in realtà rifugio in tutta Europa e quindi c'è una responsabilità collettiva dell'Unione europea nell'affrontare la crisi. «Chiediamo all'Ue di aumentare il numero di migranti che possono essere trasferiti dall'Italia e dalla Grecia in altri Paesi dell'unione e di porre in essere un sistema permanente per affrontare le emergenze future», ha detto il Direttore generale di Save the Children Italia, Valerio Neri.