16 giugno 2021
Aggiornato 09:30
La crisi siriana

Offensiva per «liberare Aleppo», ribelli: applicheremo Shariya

In Siria, una nuova alleanza di ribelli islamisti ha dato il via ad una grande offensiva per la «liberazione» della seconda città del Paese, contesa tra le forze del regime di Damasco che controlla la parte occidentale e i ribelli di varie sigle islamiste che presidiano la parte orientale.

BEIRUT (askanews) - In Siria, una nuova alleanza di ribelli islamisti ha dato il via ad una grande offensiva per la «liberazione di Aleppo», seconda città del Paese, contesa tra le forze del regime di Damasco che controlla la parte occidentale e i ribelli di varie sigle islamiste che presidiano la parte orientale. Questi vogliono la caduta di Bashar al Assad e puntano all'istituzione della Shariya, la legge islamica.

Nell'attacco - lanciato ieri sera - alle postazioni controllate dalle forze lealiste, almeno nove persone sono state uccise ed altre decine ferite, ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani, una Ong con sede a Londra che conta su una rete di attivisti in tutto il Paese. Secondo questa organizzazione, «quattro civili sono stati uccisi e oltre 70 feriti in un massiccio assalto sferrato in contemporanea su più distretti» da parte dei ribelli. Nei combattimenti sono rimasti uccisi anche cinque uomini del fronte anti-Assad.

Durante l'assalto, i ribelli hanno sparato diverse centinaia di razzi e proiettili in almeno sette quartieri controllati dai governativi, i quali hanno risposto al fuoco sostenuti dal cielo dall'aviazione del regime, come ha riferito il presidente dell' Osservatorio. Rami Abdel Rahman ha descritto scontri «particolarmente feroci», in particolare nel quartiere Zahara, sede di una base aerea del regime ed in parte controllata anche dell'opposizione.

La nuova alleanza dei ribelli, che si fa chiamare Ansar al Sharia, comprende varie fazioni islamiste e jihadiste come quelle del Fronte Al-Nusra, filiale di al Qaida in Siria, oltre ad un nuovo raggruppamento che si è battezzato «Vittoria per i musulmani di Aleppo».

La caduta di Aleppo, una volta principale centro commerciale del Paese, rappresenterebbe un forte colpo al regime di Bashar al Assad, al quale rimarrebbe il controllo della sola striscia di terreno che parte da Nord di Damasco fino al litorale sul Mediterraneo. Una vittoria dei ribelli dividerebbe la Siria di fatto tra un Ovest controllato da Damasco e il resto del Paese controllato da un misculglio di gruppi armati, opposti a loro volta ai jihadisti dello Stato Islamico (Isis).

Secondo il direttore dell'Osseravtorio, i combattimenti sono scoppiati nella linea del fronte nel quartiere Zahara e si sono estesi poi ad altri fronti, come la vecchia città e le principali linee di rifornimento dei governativi.

In un comunicato, la Coalizione ribelle ha affermato che l'obbiettivo dell'offensiva «è la liberazione di Aleppo per istituirvi la Shariya»; ovvero la legge islamica.