23 ottobre 2019
Aggiornato 04:00
Atene appesa a un filo

Sarà Putin a salvare la Grecia dall’Europa?

La corsa agli sportelli è iniziata, e l'ennesima ancora di salvataggio lanciata dalla Bce potrebbe non bastare. Ma Tsipras potrebbe sfoderare un asso nella manica all'Europa piuttosto indigesto: Vladimir Putin. Sarà la Russia a portare la Grecia fuori dalla crisi?

ATENE – È proprio il caso di dirlo: la Grecia è appesa a un filo. Nelle ultime ore, è iniziata la corsa agli sportelli da parte dei cittadini, che in un solo giorno (venerdì) hanno ritirato un miliardo di euro. A causa di ciò, la Bce ha annunciato l’aumento della liquidità di emergenza alle banche fino a questo lunedì. Il segnale è importante: dopo la scadenza della tranche da 1,8 miliardi da restituire al FMI il primo giugno, il Paese è nel caos. E i suoi abitanti cominciano a non confidare più nella capacità di Alexis Tsipras di raggiungere un accordo. Eppure, sembra che Tsipras possa ancora sfoderare un asso nella manica poco gradito alla «tiranna» Europa: Vladimir Putin.

L’accordo greco-russo
Mentre la Bce gettava l’ennesima ancora di salvataggio alle banche, infatti, Tsipras si trovava al Forum Economico di San Pietroburgo; nelle ore successive, si sono rincorse le voci secondo cui la Russia potrebbe aiutare Atene a superare la crisi. Arkady Dvorkovich, vice di Putin, ha subito annunciato il progetto di dare a Tsipras il denaro necessario per ripagare il FMI. Non solo: i governi di Atene e Mosca hanno firmato un accordo per la costruzione di un gasdotto che attraverserà il territorio ellenico. «La cosa più importante per noi sono investimenti e commercio con la Grecia», ha dichiarato Dvorkovich. E se il prezzo da pagare è il «supporto finanziario», «considereremo la questione», ha affermato.

Le difficoltà della Bce
La maggiore preoccupazione attuale dell’Europa è fermare la corsa agli sportelli e il caos che potrebbe scatenarsi in Grecia e non solo, ma l’ulteriore prestito della Bce potrebbe non essere sufficiente per scongiurare il collasso economico. Mujtaba Rahman, numero uno dell’Eurasia Group’s European practice, ha descritto a Foreign Policy la difficile posizione dell’Eurotower: «La sua capacità di prevenire la corsa agli sportelli è limitata perché dipende pesantemente dai negoziati tra la Grecia e gli altri Stati europei».

Putin: un asso nella manica pericoloso per l’Occidente?
In tale difficile panorama, Mosca potrebbe costituire la chiave di volta per sbloccare la situazione. Già in occasione di un incontro con Putin lo scorso aprile, Tsipras sconfessò le posizioni della Nato, sostenendo che le sanzioni occidentali alla Russia avrebbero portato a una nuova guerra fredda. In generale, la Russia si è sempre chiamata fuori dalle crisi economiche europee, ma il caso greco potrebbe costituire un’eccezione. Secondo l’analisi di Foreign Policy, l’intervento di Putin potrebbe «trasformare una crisi economica in una geopolitica». L’accordo per estendere il Turkish Stream in territorio greco, per Russia Today, «aiuterà Atene a pagare il suo multimiliardario debito con i creditori internazionali». «Se l’Europa vuole che la Grecia paghi i suoi debiti», ha affermato Putin, «potrebbe interessarle che l’economia greca cresca». «L’Europa dovrebbe elogiarci. Cosa c’è di negativo nel creare nuovi posti di lavoro in Grecia?», ha domandato provocatoriamente. Dal canto suo, il lato «negativo» l’Occidente ce l’ha ben chiaro. Innanzitutto, l’appoggio della Grecia consente a Putin di aprire una nuova via del gas senza passare per l’Ucraina, facendosi beffa del veto europeo. In secondo luogo, un legame geopolitico tra Grecia e Russia potrebbe scombussolare pesantemente gli equilibri interni nella Nato, dal momento che Atene è membro dell’Alleanza Atlantica con diritto di veto. Nel frattempo, Putin, «eroe» per eccellenza del popolo russo, potrebbe guadagnarsi una consistente base di ammiratori anche nella Grecia «tradita» dall’Occidente.