31 maggio 2020
Aggiornato 06:00
Per Mosca, Washington userebbe illegalmente la sua legge extraterritoriale

Lo scandalo Fifa peggiorerà il gelo tra Russia e Usa?

Lo scandalo Fifa ha scosso il mondo del calcio, ma potrebbe anche avere qualche ripercussione diplomatica di troppo. Mosca accusa Washington di ingerenza, e di fare pressioni per cacciare il presidente Blatter: un nuovo gelo spirerà sui rapporti - già molto tesi - tra Russia e Usa?

WASHINGTON – Sono rari i segreti così mal tenuti da essere infine tacitamente risaputi a livello internazionale. Per il Washington Post, il caso Fifa è sempre stato tra quelli. Di certo, però, l’esplosione della vicenda ha sconvolto il mondo del calcio e non solo: undici sospesi nell'indagine Fbi sugli ultimi 20 anni; gare per assegnazione dei mondiali, accordi marketing e diritti tv; tangenti, si sospetta, per 150 milioni di dollari. Ma il caso in questione potrebbe avere anche dei retroscena, per così dire, «diplomatici», provocando un ulteriore deterioramento dei rapporti tra Cremlino e Casa Bianca.

Mosca non apprezza le «lunghe mani» di Washington
Perché in una nota diffusa mercoledì sera, Mosca ha accusato Washington di utilizzare illegalmente – «ancora una volta» – la sua legge extraterritoriale. Non solo. Per Vladimir Putin, «L'indagine Usa sui dirigenti della Fifa è un chiaro tentativo di evitare la rielezione di Blatter». La posizione della Russia è particolarmente difficile, viste le accuse di malagestione, abuso di diritti umani, strategie di boicottaggio a seguito della crisi ucraina. Si aggiunga quel Picasso che Putin avrebbe donato al Presidente della UEFA Michel Platini, in cambio del suo appoggio per la candidatura di Mosca alla World Cup 2018. Di qui, il suo fastidio per le «lunghe braccia» della legge americana. D’altronde, la decisione di far ospitare la prestigiosa gara calcistica alla Russia aveva già attirato un vespaio di polemiche, al punto che il presidente Blatter, poco dopo l’annessione della Crimea, era stato costretto a difendere pubblicamente la sua decisione: «Se qualche politico non è particolarmente felice che la World Cup si terrà in Russia», aveva detto poco diplomaticamente, «bene, stia a casa».

È legittima la posizione degli USA?
Così, a difendere gli Usa dalle accuse di ingerenza, è intervenuta sul Washington Post Jessica Tillipman, accademica della Scuola di Legge della George Washington University. «Alcune normative americane prevedono che le disposizioni extraterritoriali possano raggiungere cittadini stranieri se violano certe leggi», ha spiegato. Perché ciò avvenga, un aspetto del crimine compiuto deve essere avvenuto entro la giurisdizione statunitense: come un’e-mail passata per un server americano. E sebbene la maggior parte delle compagnie coinvolte non sia statunitense, tra di loro c’è almeno la Traffic Sports USA Inc., con sede in Florida.

Nuovo inasprimento dei rapporti tra Mosca e Washington
In generale, spetterebbe al Paese dove si trovavano i presunti criminali decidere se procedere o meno con l’arresto. In questo caso, però, sembra esserci stata una più larga cooperazione tra Stati Uniti e Svizzera. D’altronde, «il fatto che la Svizzera sia stata d’accordo ad arrestare gli ufficiali FIFA non implica necessariamente che questi verranno estradati verso gli Stati Uniti», spiega ancora la Tillipman. In generale, ciò dipende dagli accordi in corso tra i due Paesi. In questo caso però, per il Washington Post l’ostacolo più grande all’estradizione potrebbe essere la difesa degli accusati, che farà di tutto perché quell’ipotesi non si concretizzi. Certo rimane che, se anche gli Stati Uniti non sono il Paese con i maggiori interessi calcistici da salvaguardare, sono però dei campioni quando si tratta di esercitare la propria influenza internazionale, anche a livello giurisdizionale. Ecco perché non sarà facile, per Mosca, far valere le proprie ragioni. E i suoi rapporti con Washington potrebbero essere destinati ad inasprirsi ulteriormente.

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