31 maggio 2020
Aggiornato 19:00
Dopo le visite di Kerry e Merkel

Su Putin e le sanzioni l’Occidente è davvero compatto?

Kerry è giunto in Russia dopo due anni di gelo, con l'infuriare della crisi Ucraina. Due giorni prima, è stata Angela Merkel a incontrare Putin. Eppure, tra Washington e Berlino (e l'Europa tutta?) ci sarebbe più di qualche differenza nel modo di considerare la strategia a lungo termine dei rapporti con Mosca.

MOSCA - L’incontro è stato «franco», ma non risolutivo, ed è giunto a due anni di distanza dall’ultimo vertice, prima che la crisi ucraina si accendesse tanto violentemente. Il segretario di Stato Usa John Kerry ha incontrato Vladimir Putin a Sochi. E prima che Siria, Libia e Yemen, l’argomento più caldo è stato quello, sempre controverso, delle sanzioni legate alla crisi ucraina.

DISGELO SOLO PARZIALE TRA MOSCA E USA - Sanzioni che «potrebbero essere sospese  se gli accordi di Minsk saranno rispettati», ha dichiarato Kerry, sottolineando però come soltanto nelle «linee generali» le posizioni di Washington e Mosca, sulla questione, coincidano. Linee che, al momento, non sembrano sufficienti a favorire il pieno disgelo, soprattutto a fronte di un cessate il fuoco mai del tutto rispettato.

LE DIVISIONI NEL BLOCCO OCCIDENTALE - Lo ha dimostrato l’assenza dell’Occidente alla parata del V-Day, con un Putin «minacciosamente» scortato dai leader di India e Cina. Eppure, anche il «blocco occidentale» non sembra totalmente compatto a proposito della strategia da tenere con Mosca. Lo osserva Bruce Stokes, del Pew Research Center, in un’analisi pubblicata su Foreign Policy. A divergere, in particolare, sarebbe l’atteggiamento di Washington (più intransigente verso la Russia) e quello europeo e in particolar modo tedesco, più disponibile a un compromesso.

GERMANIA EST E OVEST LA VEDONO DIVERSAMENTE - In effetti, benché Berlino e Washington continuino a considerarsi reciprocamente ottimi alleati, la maggiore vicinanza territoriale e i rapporti commerciali tra Germania e Russia sembrano ammorbidire l’opinione pubblica tedesca. Che, peraltro, rimane storicamente divisa tra Ovest ed Est anche nel merito delle relazioni con gli Usa e con Mosca: se il 61% della popolazione che vive nell’Ovest sostiene la forte alleanza con gli States, la percentuale scende al 44% nell’Est. Viceversa, il 23% della popolazione dell’Est è favorevole a un rafforzamento dei contatti con Mosca, ma nell’Ovest lo è solo il 12%.

EUROPA PIU’ «MORBIDA» CON MOSCA? - In ogni caso, i dati parlano. Se il 54% degli Americani è convinto che la politica verso la Russia non sia sufficientemente severa, il 62% dei tedeschi pensa invece che l’atteggiamento Usa sia troppo duro, o perlomeno non sia da irrigidire. Il 59% degli Americani sostiene che l’Europa dovrebbe ingrossare la propria voce nei confronti di Putin, mentre il 62% dei tedeschi è di avviso opposto. Stokes lega questi dati alla propensione minore di Berlino – e dell’Europa tutta – alle armi rispetto agli States. Oltre a questo, si può pensare che le voci di dissenso, o perlomeno di incertezza, che in Europa si levano nei confronti dell’approccio sanzionatorio verso la Russia dipendano dalla maggior vicinanza territoriale e interdipendenza commerciale, nonché dalla consapevolezza latente che un’Europa senza Russia finirebbe per essere un’Europa più debole e non più forte.

QUESTIONI STRATEGICHE - E’ questa, del resto, la tesi sostenuta dall’ex premier Silvio Berlusconi, che ha affidato a una recente lettera al Corriere la sua disapprovazione per l’assenza dell’Occidente al V-Day. Ma è una tesi sempre più diffusa, che si accompagna alla preoccupazione per le ripercussioni delle sanzioni sulle nostre economie e dal timore derivante dagli ultimi accordi di collaborazione tra Mosca e Pechino. Così, se anche la prossimità delle visite a Mosca di Angela Merkel e John Kerry ha dato l’idea – secondo Stokes – di una «compattezza» del fronte occidentale, i segnali parlerebbero di una realtà ben diversa. Il tutto, mentre si avvicina il momento, a luglio, in cui  l’Europa sarà chiamata a decidere se continuare con le sanzioni o scegliere la strada del disgelo.

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