16 luglio 2019
Aggiornato 14:00
Dopo il trionfo di Cameron

Farage, Clegg e Miliband: avversari sconfitti dimissionari

Dopo i risultati delle elezioni, sul trionfo di Cameron si rovesciano a pioggia gli annunci delle dimissioni degli avversari: Nigel Farage, leader di estrema destra, il laburista Miliband e il liberaldemocratico Nick Clegg

LONDRA (askanews) - Nigel Farage, leader carismatico del partito anti-immigrati e anti-europeo britannico Ukip, si è dimesso dalla guida del partito dopo la sconfitta elettorale di ieri. Lo riferisce la Bbc Farage non è riuscito a ottenere un seggio al parlamento britannico nella circoscrizione di Thanet South, assegnata al candidato conservatore.

Le dimissioni di Farage
Nigel Farage, leader carismatico del partito anti-immigrati e anti-europeo britannico Ukip, si è dimesso dalla guida del partito dopo la sconfitta elettorale di ieri. Lo riferisce la Bbc Farage non è riuscito a ottenere un seggio al parlamento britannico nella circoscrizione di Thanet South, assegnata al candidato conservatore.

Fuori anche Miliband
Altre dimissioni dopo queste elezioni. Il leader del partito laburista Ed Miliband si è dimesso assumendo la «piena responsabilità» della sconfitta elettorale al voto politico britannico di ieri. «E' tempo che qualcun altro prenda la guida del partito» ha detto Miliband ai suoi sostenitori.

La rinuncia di Clegg
Ma non è finita. Il leader del partito liberaldemocratico britannico Nick Clegg si è dimesso dalla guida del partito dopo il disastro elettorale di ieri, nel quale il partito ha perso 47 seggi sui 57 ottenuti nel 2010. Clegg è vicepremier nel governo uscente del conservatore David Cameron.  Parlando ai suoi sostenitori Clegg ha ammesso una sconfitta «schiacciante». Il 48enne Clegg è riuscito a conservare il suo seggio di Sheffield Hallam, ma il suo venerando partito, erede dei Whigs, è stato falcidiato e rischia di restare solo con otto seggi nella Camera dei Comuni. Parlando ai sostenitori, Clegg ha difeso la sua scelta di entrare nel governo insieme ai conservatori nel 2010, una decisione responsabile in chiave di stabilità, mentre la Gran Bretagna faticava a uscire dalla crisi finanziaria globale. Secondo il vicepremier, i Lib-Dem sono riusciti ad ammorbidire le misure di austerità più pesanti promosse da Cameron, innalzando ad esempio la soglia di esenzione fiscale per i lavoratori meno pagati. Ma la sinistra del suo partito non gli ha mai perdonato di aver sostenuto tagli ai servizi pubblici, un sacrifico agli ideali liberal del partito. Inoltre Clegg ha rinnegato la promessa elettorale di non aumentare le tasse universitarie e non è riuscito ad ottenere una riforma del sistema di voto e della Camera dei lord, da tempo al cuore del programma liberaldemocratico.