15 dicembre 2019
Aggiornato 21:30
La denuncia di Amnesty International

Civili siriani, vittime perpetue di atrocità indicibili

Le forze del regime siriano continuano a commettere crimini contro l'umanità bombardando in modo cieco e indiscriminato la città di Aleppo. Ma Amnesty non risparmia neppure i ribelli, sulla cui coscienza pesano crimini di guerra compiuti con armi imprecise come mortai e razzi artigianali con bombole a gas.

BEIRUT (askanews) - Le forze del regime siriano continuano a commettere «crimini contro l'umanità» bombardando in modo cieco e indiscriminato la città di Aleppo. La denuncia arriva da Amnesty International che non risparmia neppure le forze ribelli, responsabili di «crimini di guerra».

Raid e crimini di guerra
Nel suo ultimo rapporto l'ong afferma che i raid ininterrotti dell'aviazione siriana contro l'ex capitale economica del Paese costringono gli abitanti «a condurre un'esistenza sotterranea». Amnesty condanna «gli atroci crimini di guerra e le altre violenze compiute quotidianamente nella città dalle forze governative e dai gruppi di opposizione». «Alcune azioni del governo ad Aleppo equivalgono a crimini contro l'umanità», afferma Amnesty.

Barili bomba
Il rapporto critica soprattutto il ricorso ai bombardamenti aerei con i cosiddetti barili bomba, un'arma particolarmente devastante e che uccide in modo indiscriminato. «Prendendo di mira in modo deliberato e ininterrotto i civili, il govenro sembra aver adottato una politica di punizione collettiva contro la popolazione civile ad Aleppo», afferma il direttore della sezione Medioriente di Amnesty, Philip Luther. Il presidente Bashar al Assad ha sempre negato il ricorso a queste armi che, secondo Amnesty, «provocano un terrore puro e sofferenze inimmaginabili».

Anche i ribelli colpevoli
Ma l'ong critica anche i gruppi ribelli ad Aleppo, una città divisa dal 2012 tra la zona orientale in mano agli insorti e quella occidentale controllata dal regime. Il rapporto assicura che i ribelli hanno commesso «crimini di guerra» utilizzando «armi imprecise come i mortai o razzi artigianali fabbricati con bombole del gas e soprannominati 'cannoni dell'inferno'». Questi proiettili, sparati regolarmente dai ribelli contro la parte occidentale della città, hanno causato la morte di almeno 600 civili nel 2014. L'anno scorso i barili bomba hanno ucciso invece almeno 3.000 civil nella provincia di Aleppo. Il rapporto fa riferimento anche al ricorso alla «tortura su vasta scala, detenzioni arbitrarie e sequestri, compiuti tanto dall'esercito che dai gruppi di opposizione armati».