30 marzo 2020
Aggiornato 02:30
Onu: vertice Ue sull'immigrazione passo avanti, ma bisogna fare ancora molto

Ban Ki-Moon vs. Ue: «Colpire i barconi non è la strada giusta»

Secondo il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon, l'Europa, sull'immigrazione, ha ancora tanta strada da fare. E colpire i barconi per fermare i trafficanti non sarebbe una buona idea, perché si rischierebbe di colpire ingiustamente le flotte e le barche utilizzate per la pesca dei Paesi d'origine dei migranti.

CITTA' DEL VATICANO (askanews) - «Colpire i barconi non è la via giusta, non è la via buona»: lo ha detto Ban Ki-moon, in una conferenza stampa in Vaticano a proposito delle proposte Ue per affrontare l'emergenza immigrazione.

Per fermare i trafficanti, non è giusto colpire tutta la flotta
Il segretario generale delle Nazioni Unite ha sottolineato che è necessario «fermare i trafficanti che compiono atti criminali» ma distruggere la flotta dei Paesi di partenza dei flussi migratori può tradursi nell'annientamento delle barche utilizzate per la pesca, e occasionalmente per trasportare migranti, «colpendo ingiustamente la capacità economica di quelle popolazioni».

Condivisione delle responsabilità
Ban Ki-moon, che ieri ha incontrato il primo ministro Matteo Renzi e l'Alta rappresentante Ue per la politica estera Federica Mogherini, ha definito un "passo avanti" il vertice straordinario a Bruxelles sull'immigrazione di giovedì scorso sottolineando però che «c'è ancora molto da fare» e, in particolare, la comunità internazionale deve aumentare la «condivisione di responsabilità» e «affrontare le radici» dei problemi politici di Paesi come la Libia. Per risolvere il problema delle migrazioni di massa, tra l'altro, è necessario garantire «canali sicuri e regolari» di migrazione.

Affrontare il problema alla radice con soluzioni politiche
Ban Ki-moon, che ha definito la recente strage di migranti a largo della Libia una delle peggiori tragedie dalla seconda guerra mondiale, ha sottolineato che tra le centinaia di persone affogate nel Mediterraneo ci sono «i più poveri e i più vulnerabili che rischiano la loro vita». Per questo, ha proseguito il segretario delle Nazioni Unite, è necessario «affrontare le cause alla radice: perché queste persone rischiano la vita? Per fuggire alle persecuzioni, alla guerra, alla povertà. Bisogna dunque trovare soluzioni politiche». In questo senso, Ban Ki-moon ha ricordato di aver chiesto al suo inviato speciale in Libia, Bernardino Leon, di «accelerare il processo» per uscire dalla crisi. «Ai leader europei - ha detto ancora Ban Ki-moon - dico che la priorità deve essere di salvare la vita e la dignità umana, rafforzando i progetti di ricerca e soccorso, con sostegno finanziario». Il vertice di giovedì scorso a Bruxelles è stato «un importante passo avanti», ma «deve essere fatto molto di più» e per questo «continuerò a discutere con i leader europei».

L'appello di Amnesty Intenational
Proprio ieri Amnesty International aveva lanciato un appello, affinchè l'incontro tra Ban Ki-Moon, Matteo Renzi e Federica Mogherini desse il via a una ridiscussione delle politiche di asilo. L'Ong, che ha prodotto il documento «L'Europa affonda nella vergogna" dopo l'ultimo naufragio, si è mostrata molto critica rispetto alle decisioni prese dal vertice Ue. Troppo concentrate sulla lotta ai trafficanti e sulle operazioni di polizia e controllo delle frontiere, troppo poco sul salvataggio dei migranti e per nulla sulla revisione delle politiche d'asilo. Dello stesso avviso, molte altre organizzazioni no profit, che ritengono l'impegno europeo nei confronti dei richiedenti asilo troppo blando.

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