25 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
Si avvicinano le scadenze e i rimborsi

Atene si prepara a un'estate rovente

Da qui a settembre, Atene deve trovare oltre 10 miliardi di euro per Fmi e Bce. Solo per rimborsare i prestiti del Fondo Moneterio Internazionale occorrono circa 3,7 miliardi di euro; in più, entro settembre, arrivano a scadenza 6,7 miliardi di euro in titoli di Stato acquistati dalla Bce nell'ambito del programma SMP.

ATENE (askanews) - L'estate in Grecia rischia di essere incandescente. Non tanto per il termometro, quanto per le scadenze finanziarie che Atene deve rispettare nei confronti dei creditori. Da qui a settembre, Atene deve trovare oltre 10 miliardi di euro per Fmi e Bce. Solo per rimborsare i prestiti del Fondo Moneterio Internazionale occorrono circa 3,7 miliardi di euro mentre entro settembre arrivano a scadenza 6,7 miliardi di euro in titoli di Stato acquistati dalla Bce nell'ambito del programma SMP.

Senza un accordo, la Grecia non potrà fronteggiare le scadenze
E' evidente che senza un accordo con «il gruppo di Bruxelles», evoluzione semantica della Troika, la Grecia non potrà disporre delle risorse necessarie a fronteggiare le scadenze. Anche se è stata smentita dai diretti interessati, la scorsa settimana Atene ha provato a sondare il Fmi per una proroga dei pagamenti, richiesta seccamente spedita al mittente. Dunque a maggio, entro il 12, Atene deve rimborsare al Fmi oltre 900 milioni di euro. A giugno altre quattro scadenze con l'istituto con sede a Washington per un totale che supera gli 1,5 miliardi di euro. E poi intorno a 1,3 miliardi tra luglio e settembre.

Titoli di Stato a scadenza
Poi ci sono i titoli di Stato che arrivano a scadenza. Quasi 6,7 miliardi di euro sono nel portafoglio Bce e arrivano a maturazione tra luglio e agosto. Altri 5,4 miliardi sono in mano agli investitori, in prevalenza banche greche. Risorse necessarie per gli istituti ellenici che non possono partecipare alle operazioni di rifinanziamento della Bce, ma da Francoforte proprio oggi hanno deciso di allargare il corridoio della liquidità di emergenza alle banche greche da 74 a 75,5 miliardi di euro. Decisione che conferma la volontà della Bce di garantire il massimo sostegno alle banche della Grecia.

2015, la Grecia dovrà rimborsare oltre 300 miliardi di euro
Come ha ricordato l'altro ieri il vice presidente della Bce, Vitor Constancio, le banche greche sono solventi e ad oggi non c'è neanche bisogno di utilizzare gli oltre 10 miliardi di euro ancora disponibili nell'ambito del piano di aiuti per la ricapitalizzazione degli istituti di credito. Il 2015 è l'anno cruciale per i destini della Grecia ma anche per quelli dell'area euro. Dal punto di vista finanziario per i greci è l'anno più pesante in termini di rimborsi dei debiti che ammontano a oltre 300 miliardi di euro. Quasi 200 miliardi con i partner euro tra prestiti diretti bilaterali e fondo salva stati (per l'Italia un'esposizione complessiva di 40 miliardi di euro considerando anche la partecipazione ai piani di aiuto per gli altri paesi dell'Eurozona), un residuo di circa 23 miliardi con il Fmi, 26 miliardi con la Bce e circa 70 miliardi con il resto.

Le conseguenze dello stop alle privatizzazioni
Ad esempio i pagamenti al Fondo Monetario nel 2016 scenderanno a 2,9 miliardi e 0,8 miliardi nel 2017. Ma oltre a ripagare i prestiti, Atene dovrà fronteggiare esigenze di finanziamento che derivano da entrate inferiori alle stime e dallo stop al piano di privatizzazioni deciso dal governo di Alexis Tsipras. Tra il 2015 e il 2017 la Grecia, secondo diversi studi, dovrebbe trovare 8,5 miliardi dalle mancate privatizzazioni, 13 miliardi per colmare il gap nel funding e quasi 10 miliardi per bilanciare il minore avanzo primario. Scrivere un nuovo programma tra la Grecia ed i partner euro significa staccare un assegno da oltre 75 miliardi di euro.