16 settembre 2019
Aggiornato 12:30
Il dossier Grecia non si sblocca

Bce: default non significa Grexit

Il vice presidente Bce Constancio rassicura sull'ipotesi uscita dall'euro della Grecia, ricordando che, al momento, le banche di Atene sono solventi. Ma ammonisce sull'esistenza di regole da rispettare, specialmente dopo il prestito da 110 miliardi di euro alle banche elleniche. Perché lo scenario Grexit sarebbe traumatico per tutta Europa.

ATENE (askanews) - Il dossier Grecia non si sblocca e c'è sempre meno tempo per un accordo tra Atene ed i partner dell'euro come ha rimarcato il commissario europeo agli affari monetari Pierre Moscovici: «La Grecia non ha tempo da perdere per presentare un piano di riforme credibile». Atene si ritrova ancora una volta sull'orlo del baratro. In cassa non c'è più quasi nulla ed entro il 12 maggio Atene deve rimborsare oltre 700 milioni al Fmi. Alla Bce tuttavia restano fiduciosi che Atene non uscirà dal club dell'euro.

Bce: ci sono regole e condizioni da rispettare
«Siamo convinti che la Grecia non uscirà dall'euro» ha dichiarato il vice presidente Vitor Constancio rispondendo alle domande dei parlamentari europei. E comunque anche in caso di default le regole non prevedono un'uscita automatica di Atene. «Il trattato non prevede l'espulsione dall'euro - ha detto - e anche con il default non ci sarebbe l'uscita automatica della Grecia». Constancio ha ricordato che dovrebbe essere una iniziativa del governo di Atene, così come è prerogativa dell'esecutivo guidato da Alexis Tsipras introdurre l'eventuale controllo sui capitali. Davanti all'Europarlamento, Constancio non ha voluto fare promesse o indicare scenari. Si è limitato ad osservare che «le banche greche sono solventi» ed ha ricordato che l'Eurosistema ha garantito 110 miliardi di euro alle banche della Grecia, pari al 70% del pil del paese. Tuittavia «non posso promettere che continueremo - ha detto - ci sono regole e condizioni che vanno rispettate».

Le banche greche non possono aumentare l'esposizione verso lo Stato
Inoltre dal plafond del piano di aiuti alla Grecia ci sarebbero ancora oltre 10 miliardi di euro per l'eventuale ricapitalizzazione delle banche greche e Constancio ha indicato che al momento «non c'è la necessità di utilizzarli» anche se poi non sarà la Bce ad autorizzare ma il meccanismo di stabilità finanziaria. Il vice di Draghi ha anche ricordato la disposizione che le banche greche non possono aumentare l'esposizione nei confronti dello Stato. E in caso di default del governo «non c'è automatismo con le banche. Ad oggi la situazione è questa».

Un'uscita dall'euro sarebbe traumatica per l'intera economia globale
Il pressing su Atene sta aumentando. Anche il presidente della banca centrale francese, Christian Noyer, ha puntualizzato che «il governo deve presentare rapidamente un piano serio e credibile di riforme». «Alle banche greche sono arrivati 110 miliardi di euro dall'Eurosistema» hanno sottolineato Noyer e Constancio. E il banchiere francese non nasconde che un'uscita di Atene dall'euro «sarebbe traumatica» per l'intera economica globale ma soprattutto per la Grecia. Sui mercati glia sset greci ancora sotto pressione. Lo spread con il Bund tedesco è schizzato a 1,340 punti, toccando i massimi dal dicembre del 2013. Il rendimento del decennale di Atene sfiora il 13,50%, il tasso di interesse sul biennale vola al 28,45%. E la borsa di Atene dopo lo scivolone di venerdì ha chiuso ancora in lieve calo.