13 novembre 2019
Aggiornato 13:00
La Bce rimane vaga sul rischio di contagio

Draghi: è tutto nelle mani di Atene

Il governatore della Bce chiede un dialogo politico funzionante con la Grecia, per raggiungere un accordo efficace. E puntualizza che la risposta alla crisi deve arrivare dal governo ellenico. Draghi ritiene che l'Europa abbia sufficienti strumenti per affrontare la crisi, e ritiene prematuro fare ipotesi nel caso in cui essa dovesse precipitare.

WASHINGTON (askanews) - «Tutti vogliamo che la Grecia abbia successo. La risposta sta nel governo greco». Lo ha detto Mario Draghi, governatore della Banca centrale europea, nella conferenza stampa nell'ambito dei lavori primaverili del Fondo monetario internazionale.

Draghi: serve un dialogo politico funzionante
«Vogliamo raggiungere un accordo quadro completo in cui ci sia un pacchetto di politiche che garantisca crescita, equità, sostenibilità fiscale e finanziaria», ha aggiunto, «Sono questi i quattro obiettivi di questo pacchetto di politiche. Per ottenerli dobbiamo avere un dialogo politico funzionante». Per Draghi, su questo fronte è necessario però «lavorare di più».

Sul rischio di contagio, non si sa
«Sarebbe meglio avere la Grecia in buona salute e partecipe dei benefici delle nostre politiche monetarie? La risposta è sì», ha dichiarato il numero uno dell'Eurotower, aggiungendo che in merito a una domanda su «un rischio di contagio nel breve termine, è difficile rispondere a questo punto».

Prematuro parlare di Grexit
Draghi però ha precisato che «abbiamo abbastanza strumenti che, sebbene messi a punto per altre funzioni, verranno certamente usati per affrontare crisi. Siamo meglio equipaggiati rispetto a come eravamo nel 2012, nel 2011, nel 2010». Di sicuro, ha aggiunto Draghi, «entreremmo in acque inesplorate nel caso in cui la crisi dovesse precipitare. Ma è davvero prematuro fare ipotesi a questo proposito».