8 dicembre 2019
Aggiornato 15:00

Nessuna tregua tra i Le Pen

Marine ha annunciato l'apertura di una procedura disciplinare nei confronti di suo padre, fondatore del partito, a seguito di alcune sue dichiarazioni da suicidio politico sul nazismo. Così, prosegue la guerra tra i Le Pen, e l'operazione di ripulitura ideologica che Marine sta portando avanti tenacemente, ma che rischia di essere compromessa da Jean-Marie.

PARIGI (askanews) - Marine Le Pen «rischia di distruggere il suo partito»: lo ha affermato in un'intervista radiofonica all'emittente francese Rtl il presidente onorario e fondatore del Front National, Jean-Marie Le Pen, dopo che l'attuale leader del movimento - nonché sua figlia - ne ha chiesto le dimissioni.

Marine: Quello di mio padre è un suicidio politico
Prosegue così la guerra aperta generazionale dopo che Marine ha denunciato alcune affermazioni del padre come «provocazioni» e «suicidio politico», annunciando l'apertura di una procedura disciplinare nei suoi confronti e invitandolo a «dar prova di intelligenza» e «abbandonare le proprie responsabilità politiche».

Jean-Marie scomodo per il partito
L'86enne Le Pen aveva infatti dichiarato la settimana scorsa che le camere a gas non erano che un «dettaglio» della Seconda Guerra Mondiale, affermazione che gli è già valsa peraltro una condanna in tribunale; negli ultimi giorni poi aveva preso le difese del maresciallo Phlippe Petain, artefice del collaborazionismo con i nazisti, in una lunga intervista concessa a un settimanale dell'estrema destra.

La ripulitura della Le Pen
Dichiarazioni che Marine le Pen, impegnata in un'operazione di «ripulitura» ideologica del partito anche nel tentativo di rubare voti alla destra neogollista del redivivo Nicolas Sarkozy, ha assai mal digerito; Jean-Marie da parte sua ha ribadito di «non comprendere il motivo di questa operazione»: «E' lei che si suicida, è lei che si spara una pallotola sul piede, rischia di distruggere il proprio partito».