Ucraina, economia al collasso: la dura ricetta dell'FMI
La manovra sarà da 17,5 miliardi di dollari, e altre istituzioni internazionali si sono impegnate a fornire finanziamenti, per un totale di 40 miliardi di dollari in quattro anni. Quali sono le probabilità che il Paese si salvi davvero
KIEV - Un Paese sull'orlo della guerra, e del collasso. Mentre tantissimi volontari in questi giorni stanno dando man forte all'esercito ucraino nelle regioni dell'est, tanti altri sono impegnati in una sorta di guerra soft a Kiev per salvare l'economia nazionale. Qualcuno ha parlato di uno scenario imminente a dir poco disastroso: il termine esatto è una «Chernobyl finanziaria». Riserve finite, inflazione alle stelle (sfiora il 30%), spesa pubblica insostenibile, il prezzo del gas che rischia di aumentare di cinque volte in quattro anni, corruzione dilagante con una Nomenklatura ancora troppo influente, un sistema Paese completamente inefficiente e una popolazione stremata che non ce la fa più a vivere con appena 50 grivna al giorno, neanche 1,70 euro. In questa situazione esplosiva, il Fondo monetario ha annunciato che intende offrire all'Ucraina un nuovo salvataggio.
LA MANOVRA DI SALVATAGGIO - La manovra sarà da 17,5 miliardi di dollari, e altre istituzioni internazionali si sono impegnate a fornire finanziamenti a Kiev: la cifra totale dovrebbe raggiungere i 40 miliardi di dollari in quattro anni. Ad aprile scorso l'Fmi si era già impegnato a versare 17 miliardi di dollari, ma ad oggi ne ha erogati solo 5 miliardi. Stati Uniti e Unione europea, dal canto loro, hanno promesso circa 2 miliardi di dollari a testa. Christine Lagarde, il capo del Fondo monetario, sembra piuttosto ottimista. Ma sono in molti, anche ai piani alta della finanza, a non essere d'accordo: «Questo non è un aumento significativo del programma dell'Fmi e la signora Lagarde non dovrebbe cercare di venderlo come tale», ha commentato un dirigente della Standard Bank.
GLI SCENARI POSSIBILI - L'Fmi dichiara che «la politica monetaria sarà orientata verso il ritorno dell'inflazione a una sola cifra nel 2016 all'interno di un regime di cambio flessibile». Difficile da immaginare. Con una grivna in caduta libera è presumibile che l'inflazione salga ancora. La banca centrale ha già alzato i tassi di interesse al 20% (l'anno scorso erano al 7%). Contrastare le pressioni inflazionistiche richiederà ancora più aumenti dei tassi di interesse. Conseguenza? Per gli ucraini sarà sostanzialmente impossibile riuscire a ripagare il debito e il Paese precipiterà in una profonda recessione, stato che peraltro, dicono gli esperti, in queste condizioni avrebbe potuto presentarsi anche se Kiev non fosse stata in guerra. Il Fondo monetario chiede anche il consolidamento fiscale nei prossimi anni. Secondo le sue previsioni la spesa pubblica dovrebbe diminuire di 4,8 punti percentuali nei prossimi cinque anni, un po' come ha fatto la Grecia tra il 2010 e il 2014.
GUERRA VERA E GUERRA SOFT - In cambio, come da copione, l'FMI vuole riforme. Significative, durature. Precondizione per l'invio del pacchetto di salvataggio. Il governo ha promesso di tagliare la spesa di un paio di punti percentuali, ma il vero problema è che in atto c'è anche una guerra tra il vecchio e il nuovo sistema, tra chi fa di tutto per mantenere lo status quo, perché estremamente vantaggioso, e chi invece tenta l'impossibile per dare all'Ucraina un volto nuovo.