31 maggio 2020
Aggiornato 19:30
Crisi Ucraina

Ucraina, i 13 punti dell'accordo di Minsk

Il Memorandum firmato stanotte dal gruppo di contatto. 13 punti che mettono d'accordo tutti, almeno per ora, e che prevedono il cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte del 15 febbraio-

MINSK - Uno spiraglio di pace per la tartassata Ucraina. I 13 punti del Memorandum siglato questa notte a Minsk aprono una speranza, che in pochi credevano ancora possibile. Putin, Poroshenko, Hollande e la Merkel, il cosiddetto «gruppo di contatto», hanno lavorato per tutta la notte per raggiungere un'intesa che prevede finalmente una tregua, che scatterà tra due giorni. Ma ecco cosa prevede nel dettaglio, punto per punto, l'accordo:

1) Il cessate il fuoco in Ucraina orientale a partire dalla mezzanotte del 15 febbraio;

2) Il ritiro delle armi pesanti, che deve essere completato entro il primo marzo. Kiev ha accettato di ritirare l'artiglieria dal fronte attuale, mentre i ribelli dalla linea raggiunta nel mese di settembre, prima che iniziassero a guadagnare terreno nella controffensiva. La zona di sicurezza monitorata dall'Osce dovrebbe essere estesa tra i 50 e i 150 chilometri a seconda della gamma di armi utilizzate;

3) L'Osce si servirà della sua flotta di droni e monitor da terra, così come delle immagini satellitari e dei dati radar per garantire che entrambe le parti rispettino la trattativa;

4) Kiev e i ribelli negozieranno le condizioni per le future elezioni locali nelle aree controllate dai ribelli, cosa che li riporta nel quadro giuridico dell'Ucraina. Kiev dovrebbe adottare una legislazione sull'autogoverno accettabile per le repubbliche autoproclamate;

5) Kiev dichiarerà un'amnistia generale per i ribelli;

6) Verrà eseguito uno scambio di tutti i prigionieri entro il quinto giorno dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco;

7) Sarà ammesso il pieno accesso dei convogli umanitari nelle zone colpite dalla guerra e sarà fornito un meccanismo di monitoraggio internazionale;

8) Kiev ripristinerà i legami economici, le prestazioni sociali e i servizi bancari nelle aree coinvolte, tagliati qualche tempo fa in risposta alle elezioni delle repubbliche autoproclamate. I loro rispettivi governi riprenderanno la loro azione fiscale. Si tratta comunque di una disposizione soggetta ad ulteriori negoziati;

9) Dopo che si saranno svolte le elezioni locali nelle regioni di Donetsk e Lugansk, Kiev ripristinerà il controllo lungo i loro confini con la Russia. Il passaggio può richiedere tempo, necessario per una riforma costituzionale globale in Ucraina;

10) Tutte le truppe straniere, le armi pesanti e i mercenari saranno ritirati dall'Ucraina. I gruppi armati illegali verranno disarmati, anche se alle autorità locali a Donetsk e Lugansk sarà consentito possedere milizie ufficiali;

11) Keiv attuerà una riforma costituzionale globale entro la fine dell'anno, il che dovrebbe decentralizzare il sistema politico ucraino e riconoscere alcuni privilegi a Donetsk e Lugansk. Tra questi, indipendenza linguistica, libertà di nominare procuratori e giudici e di stabilire legami economici con la Russia;

12) Osservatori elettorali dell'Osce monitoreranno la regolarità delle elezioni locali nelle repubbliche autoproclamate secondo gli standard internazionali. La procedura esatta per le elezioni è oggetto di ulteriori negoziati;

13) I colloqui del «gruppo di contatto» saranno intensificati in vari modi.

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