26 giugno 2019
Aggiornato 18:00
La crisi Ucraina

«Non c’è denaro per l’Ucraina da nessuna parte»

Nel 2015, l'Europa deve affrontare tre sfide principali: la risoluzione della crisi in Ucraina, il ritorno ai veri rapporti con la Russia, così come la prevenzione della politica monetaria europea di «quantitative easing», afferma il presidente del Laboratorio europeo di previsione politica Marie-Helene Caillol.

Molti si chiedono se l'Unione Europea riguadagnerà credibilità agli occhi dei suoi membri. Se troveranno il modo per risolvere la crisi economica e se le relazioni con la Russia miglioreranno.
Questi problemi sono interconnessi: se l'UE non riesce a fermare le sanzioni anti-russe, che soffocano l'economia dell'Europa così come quella della Russia, l'Unione Europea non sarà in grado di resistere alla tentazione di stampare nuovo denaro per pagare i suoi conti. L'Ucraina ha dimostrato la sua 'buona volontà' nelle riforme, introducendo nel suo governo americani e lituani, sperando così di forzare l’FMI ad aprire il portafoglio.
Forse, Poroshenko finalmente sta cominciando a capire: non ci sono soldi per l'Ucraina da nessuna parte: né presso l’FMI, né negli Stati Uniti o in Europa. Gli esperti dell’FMI hanno appena lasciato l'Ucraina scoprendo che non sono sufficienti 15 miliardi di dollari, ma non hanno assegnato un ulteriore centesimo.

Lei ha parlato di Ucraina. È possibile evitare il fallimento in questo Paese?
Sembra che il problema di trovare i soldi per evitare il fallimento dell’Ucraina, rischia ancora una volta di doverlo risolvere l'Europa. Ha bisogno di trovare molti soldi, i soldi che non ce li ha. Però i soldi si possono stampare. Contrariamente a ciò che ci dicono, il problema del 'quantitative easing' per l'Europa non è deciso dalla deflazione. È molto semplice, come nel caso degli Stati Uniti. È un modo semplice per pagare i conti, per il cui pagamento non si dispone più di fondi: la spesa dell’Ucraina (32 miliardi), il deficit della Grecia (245 miliardi di euro), la perdita per fermare il lavoro sul progetto 'South Stream' per Francia, Italia, Germania, Bulgaria, Austria e tutti gli altri Paesi che partecipano al progetto (importo sconosciuto). Poi un altro problema riguarda le "Mistral", la cui penale che la Francia dovrà pagare alla Russia è di 2 miliardi al netto delle commissioni. E, naturalmente conta anche il rallentamento economico causato dalla cessazione del commercio con la parte orientale del mondo.

Quali saranno le conseguenze per l'Europa?
I giapponesi sono in attesa del 'quantitative easing' europeo al fine di abbandonare una simile politica immobiliare e permettere alla propria moneta di riprendere fiato. I mercati finanziari sono in attesa di questo passo, di continuare a destreggiarsi divorando la loro offerta di moneta in eccesso. Gli Stati Uniti sono in attesa di un allentamento, di ritardare un po' la ripresa con misure analoghe. Tuttavia, questo quantitative easing porterà al crollo dell'euro, creando un altro ciclo d’inflazione, privando la popolazione impoverita d’Europa della piccola bombola di ossigeno che è la deflazione. Ciò scompenserà completamente il funzionamento della zona euro e dell'Unione europea e spingerà il continente in caduta libera nella tasca della zona dollaro. Sarà una caduta libera che forse legherà l'euro al dollaro.

Ci sono altri scenari più ottimisti?
Sembra pazzesco ricorrere a un tale scenario, quando per eliminarlo è sufficiente annullare le sanzioni anti-russe. Non è particolarmente difficile, soprattutto oggi, che Poroshenko, come nel mese di settembre, ribadisce costantemente che il cessate il fuoco sia rispettato e il presidente Putin ha fatto un gesto di buona volontà per la cancellazione del progetto 'South Stream', contro il quale si era fieramente contrapposto alla Commissione Europea. Tutto è pronto per la ripresa del dialogo tra Europa e Russia. Al momento, non vi è una reale minaccia di default dei due Stati: Ucraina e Grecia. Nel suo attuale impoverito status, la zona euro non sarà in grado di sopportare un tale colpo. Allo stesso tempo, in Medio Oriente sono pronti a materializzarsi nuove tensioni che possono davvero danneggiare i rapporti già deteriorati tra l'Europa e la Russia.