18 ottobre 2019
Aggiornato 07:30
Effetti «indiretti» delle sanzioni occidentali

Danone e Pepsi nel mirino delle autorità russe

Per il Ministro dell'Agricoltura le loro controllate russe metterebbero sul mercato prodotti lattiero-caseari quanto meno di pessima qualità, se non adulterati.

MOSCA - Accuse pesantissime del ministro dell'agricoltura russo Nikolai Fedorov a multinazionali del calibro di Danone e PepsiCo, quest'ultima presente nel Paese dai tempi dei Soviet. Le loro controllate russe metterebbero sul mercato prodotti lattiero-caseari quanto meno di pessima qualità, se non adulterati. «In questi prodotti c'è un massimo del 20% che proviene da latte vero, il resto è un miscuglio di latte, olio di cocco, olio di palma e altri additivi» ha detto secondo l'Itar-Tass. Parole tanto pesanti da convincere la potente associazione del business europeo Aeb a prendere posizione affermando di essere «fiduciosa che queste affermazioni non riflettano la posizione delle più alte autorità russe».
Il ministro ha anche invitato i governatori regionali a monitorare le attività di Wimm-Bill-Dann (Pepsico) e Unimilk (Danone) e ha suggerito che i produttori lattiero-caseari internazionali stanno sfruttando gli allevatori russi e non dovrebbe essere consentito di «scremare a buon mercato la crema del prodotto grezzo che i nostri poveri contadini producono».

OVVIA LA PAURA - Danone ha contrattaccato rapidamente, insistendo sul fatto che i suoi standard sono tra i più alti nel settore lattiero-caseario. E la sua unità russa si è detta «profondamente offesa» dai commenti del ministro: «calunnia diretta». Anche PepsiCo ha confutato le affermazioni. Ma è ovvia anche la paura: Danone genera circa il 10% delle sue vendite in Russia, mentre PepsiCo circa il 7%. Danone gestisce 20 stabilimenti russi e impiega più di 12.000 persone, con un investimento di 2 miliardi di dollari. E anche PepsiCo è stato un grande investitore in Russia: 9 miliardi di dollari, gestisce più di 30 impianti di produzione e impiega circa 25.000 persone.

IL BUSINESS EUROPEO FA QUADRATO - Vista anche la rilevanza delle imprese, il business europeo ha fatto quadrato. E oggi, secondo quanto apprende Askanews da Aeb, Associazione delle imprese europee, si «sottolinea che le controllate russe di società estere, fabbricano prodotti di altissima qualità, nel rispetto di tutte le norme russe, seguendo le stesse regole degli altri produttori russi». Aeb si dice tuttavia «fiduciosa che queste affermazioni non riflettono la posizione delle più alte autorità russe, che hanno recentemente ribadito la loro preoccupazione profonda riguardo agli investimenti esteri».