15 ottobre 2019
Aggiornato 11:00
Russia

Putin firma finanziaria a «budget ridotto»

L'economia della Russia si dimostra sempre più debole. Il rublo, ai minimi storici, ha segnato questa mattina un nuovo record negativo, con il dollaro che ormai sfiora i 55 rubli e il cambio ufficiale dell'euro che sta scivolando a 68 rubli. Il barile non garantisce più ampi margini di guadagno: è quindi corsa al taglio dei costi.

MOSCA - Dal Cremlino la firma sulla finanziaria 2015-2017 «a budget ridotto», mentre l'economia della Russia si dimostra sempre più debole. Il rublo, ai minimi storici, ha segnato questa mattina un nuovo record negativo, con il dollaro che ormai sfiora i 55 rubli e il cambio ufficiale dell'euro che sta scivolando a 68 rubli. Il barile non garantisce più ampi margini di guadagno: è quindi corsa al taglio dei costi. La spesa sociale e la difesa (1,1 miliardi di euro) per volere di Vladimir Putin non si toccano, ma a cadere, sotto la scure dei tagli, sono gli stanziamenti per innovazione, sviluppo, zone economiche speciali e piccole imprese. E prima ancora delle voci in finanziaria, è stato il progetto di gasdotto South Stream, archiviato dopo essere stato rincorso per anni, nonostante una forte avversione in sede europea e un budget da 40 miliardi di dollari.

EFFETTI NEGATIVI PER LE AZIENDE ITALIANE - La Russia non è un'isola e la decisione di Mosca, ieri, ha avuto ripercussioni anche sui titoli italiani, in particolare su Saipem, crollato in Piazza Affari del 10,84% a 10,03 euro dopo l'annuncio del leader del Cremlino dalla Turchia. In generale, la domanda è quali potrebbero essere gli effetti collaterali del barcollare dell'economia russa per il business italiano, dopo i primi danni ricevuti con le sanzioni e gli ultimi colpi di scena. «Chiaramente l'abbandono del progetto South Stream non è una buona notizia» ha detto Vittorio Torrembini, durante una riunione dell'associazione di business Gim Unimpresa. «Abbiamo molte società italiane, insieme con Saipem che sono impegnate in questo progetto. Rischiamo di mandare in fumo un contratto da 2,5 miliardi di euro. Ma la mia sensazione è però che non sia una notizia definitiva».
Torrembini ha ricordato che le sanzioni hanno prodotto 250 milioni di euro di perdite per il settore agroalimentare italiano, e altri 650 milioni sono previsti per il prossimo anno, più perdite per quasi 2 miliardi di euro a causa delle sanzioni sulle banche. Ma comunque «il rublo debole invita a investire e produrre qua» ha chiosato. E la Russia ha davvero sete di investimenti, mentre sta soffrendo sotto la scure della caduta dei prezzi petroliferi e delle sanzioni occidentali.

L'ECONOMIA CORRE IN SALITA - Ma come si presenta il Paese all'investitore? La finanziaria russa firmata oggi da Putin e il discorso che lo stesso capo dello stato terrà domani alla Nazione, sono lo specchio dei tempi e di un futuro che non presenta più indicatori in positivo e ampi margini di guadagno. L'economia corre in salita per la Federazione e il progetto di bilancio federale triennale (2015-2017) lo spiega chiaramente. I parametri principali del bilancio federale 2015 si basano su un prodotto interno lordo previsto a 1.317 miliardi di euro e un deficit di 7 miliardi, con tassi di inflazione non superiori al 5,5%. Ma l'opposizione ha criticato il documento, sostenendo che il bilancio si fonda su una base irrealistica sia sul cambio del dollaro per l'anno prossimo (34 rubli contro i correnti 54 rubli) e un «fantascientifico» prezzo del barile (95 dollari). Esisterebbe già un Piano B, versione ottimizzata del bilancio, se continuano le sanzioni e i prezzi del petrolio rimarranno allo stesso livello. Ma come fa notare oggi il quotidiano Kommersant, nessuno ha ancora pubblicato i due scenari «di stress» dipinti da Ministero delle Finanze ed Economia, con il barile a 60 dollari.

MONETA SOTTOVALUTATA - C'è inoltre la questione della svalutazione del rublo, che in questi mesi ha indossato la maglia nera delle divise nazionali, dopo stagioni prodigiose. Ora, sia per il Tesoro che per il ministero dell'Economia russi, la moneta è ampiamente sottovalutata. In molti, oltre che dal discorso di Putin di domani, aspettano buone nuove dalla Banca centrale che il 15 dicembre dovrebbe presentare una previsione aggiornata. Ma la stessa istituzione sta cadendo vittima delle sue politiche valutarie, sotto un attacco che odora di lotta di potere: la procura sta esaminando le operazioni decise da Elvira Nabjullina, dopo che un parlamentare del partito di governo (Evgeny Fyodorov di Russia Unita) ha accusato l'istituzione di essere un «nemico del Paese».
In questo clima il documento è arrivato alla firma di Putin, in una forma particolarmente severa e faticosamente tarata alla luce della crescita del dollaro e dell'effetto delle sanzioni occidentali. Cercando contemporaneamente di svincolarsi dalle variazioni dei prezzi energetici mondiali e di rispettare il diktat del Cremlino: mantenere la spesa sociale di base, dalla quale si attinge per alimentare il consenso. Aumentati i sussidi alle regioni per la modernizzazione dell'istruzione prescolare, la costruzione e ristrutturazione di asili nido. Il partito Russia unita non esclude la possibilità che il documento di base possa essere nuovamente regolato.

SOSTEGNO A CRIMEA E SEBASTOPOLI - Secondo la versione odierna, nell'anno 2015 le entrate saranno pari a 15 trilioni rubli (227 miliardi di euro), mentre le spese 400 miliardi di rubli (7 miliardi di euro). Il deficit sarà coperto anche con la privatizzazione di proprietà federali. Ma a spiccare sono soprattutto i fondi che verranno destinati alla difesa: 65 miliardi di rubli, (1,1 miliardi di euro) e il sostegno a Crimea e Sebastopoli, rispettivamente 17,7 + 5,6 miliardi di rubli (309 + 97 milioni di euro), più di quanto verrà destinato all'agricoltura: 25 miliardi di rubli.
L'opposizione ha sottolineato come ne risulti ridotto l'investimento in capitale umano, lo sviluppo dell'economia, scienza e sfera sociale. Questi costi sono notevolmente ridotti, anche in confronto con l'anno 2014, ma mentre appunto la spesa per la difesa è aumentata di un terzo. Mentre 90 miliardi di rubli saranno sottratti allo sviluppo e all'innovazione, 4 miliardi di rubli in meno al sostegno finanziario delle zone economiche speciali, un miliardo di rubli in meno per gli stanziamenti di bilancio per le piccole imprese.