22 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
gli effetti della crisi ucraina

Mosca prepara nuove sanzioni: colpiremo l'industria automobilistica

Il governo russo è pronto a sanzioni aggiuntive contro gli Stati Uniti e l'Unione europea, e questa volta potrebbero andare a colpire una produzione occidentale che fa affari d'oro nella Federazione guidata da Vladimir Putin: quella automobilistica e dei beni industriali. Medvedev: «Sanzioni su prodotti agricoli aiuteranno concorrenza».

MOSCA - Il governo russo è pronto a sanzioni aggiuntive contro gli Stati Uniti e l'Unione europea, e questa volta potrebbero andare a colpire una produzione occidentale che fa affari d'oro nella Federazione guidata da Vladimir Putin: quella automobilistica e dei beni industriali.
Secondo il quotidiano Vedomosti, il governo russo è pronto a nuove misure dopo quelle che hanno colpito i prodotti agroalimentari ma solo, precisa la testata, se ci saranno ulteriori divieti da UE e USA.
Si tratterebbe insomma di imporre restrizioni all'importazione di beni industriali. Secondo il ben informato Vedomosti, il governo ha già inviato una proposta al presidente Vladimir Putin, che peraltro oggi ha incontrato proprio il capo delle dogane.

Medvedev: «Sanzioni su prodotti agricoli aiuteranno concorrenza» - Intanto il governo russo fa sapere di non essere affatto preoccupato dall'embargo sulle importazioni di prodotti alimentari da paesi occidentali: offrirà uno sconvolgimento del mercato benefico, ha detto il primo ministro Dmitry Medvedev durante un incontro con il suoi vice primi ministri. «Questa decisione difficile per noi ci permetterà in qualche modo di scuotere il mercato di prodotti alimentari e vedere vantaggi per ragioni comprensibili. Ci deve essere una situazione di concorrenza sul mercato e non una situazione in cui tutte le mele, vengono ad esempio dalla Polonia o alcuni altri prodotti alimentari, come il pesce, vengono dalla Norvegia» ha specificato.

Vogliamo chiarimenti su indagine ONU aereo abbattuto - La Russia intende richiedere una relazione sull'indagine in merito all'abbattimento dell'aereo della Malaysian Airlines nell'Ucraina orientale. Lo ha detto il rappresentante della Federazione russa presso le Nazioni Unite Vitaly Churkin. «Richiederemo un briefing con la segreteria sui progressi compiuti nell'attuazione risoluzione 2166», ha detto. «Spero per oggi» ha aggiunto.
Secondo Churkin, già un mese è passato dalla tragedia e secondo il paragrafo 13 della risoluzione, sono previste relazioni del Segretario generale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sui progressi nell'inchiesta.
Sinora Mosca era stata indicata come indirettamente responsabile della tragedia, e la versione più accreditata era quella che parlava di un missile terra aria sparato dai separatisti filorussi armati dalla Russia. Tuttavia negli ultimi giorni la stampa malese, ripresa anche da quella italiana, aveva avanzato un'altra versione. «Analisti Usa concludono che l'MH-17 è stato buttato giù da un aereo», titolava un articolo apparso il 7 agosto sul News Straits Times Online, il primo giornale in lingua inglese della Malesia e il principale del sud est asiatico. «Analisti dell'Intelligence degli Stati Uniti hanno già concluso che il volo MH17 è stato abbattuto da un missile aria-aria e che il governo ucraino ha a che vedere con la faccenda».