20 febbraio 2020
Aggiornato 11:30
Con l'uscita di scena del Premier Al Maliki

Iraq, Obama pronto a incrementare aiuti

E' quanto scrive il Wall Street Journal, citando fonti USA, irachene e curde, a due giorni dal discorso alla nazione di Maliki, che ha ufficializzato la sua rinuncia a un terzo mandato. Intanto nel corso di una visita lampo a Baghdad, il ministro degli Esteri tedesco Frank Walter Steinmeier ha promesso di aiutare il governo iracheno nella lotta contro i jihadisti dell'Is (Stato Islamico), senza es

WASHINGTON - Con l'uscita di scena del premier Nouri al Maliki, l'amministrazione Obama si prepara a rafforzare la propria assistenza diplomatica, militare ed economica all'Iraq per respingere la minaccia posta dai jihadisti dello Stato islamico. E' quanto scrive il Wall Street Journal, citando fonti Usa, irachene e curde, a due giorni dal discorso alla nazione di Maliki, che ha ufficializzato la sua rinuncia a un terzo mandato.

Lunedì scorso, il parlamento iracheno ha incaricato Haider al-Abadi, sciita dello stesso partito di Maliki, Dawa, di formare un nuovo governo. Abadi ha 30 giorni di tempo per presentare il suo esecutivo.

Fonti Usa hanno espresso al Wsj l'auspicio che il nuovo premier riesca a riannodare i legami con le comunità sunnita e curda del Paese, mettendo fine alla politica settaria del suo predecessore finita sotto accusa quando, all'inizio di giugno, i jihadisti dello Stato islamico hanno lanciato la loro offensiva in Iraq, incontrando il sostegno dei sunniti.

Secondo le fonti, la Casa Bianca attende di fatto che Abadi e il suo nuovo governo mettano a punto una «strategia di unità regionale», che possa ottenere l'appoggio di Washington, così come degli alleati europei e regionali di Baghdad. «Siamo pronti a valutare tutte le opzioni» una volta presentata la nuova strategia del governo, ha detto al Wsj un alto funzionario Usa impegnato in Iraq.

PRONTI AIUTI TEDESCHI - Nel corso di una visita lampo a Baghdad, il ministro degli Esteri tedesco Frank Walter Steinmeier ha promesso di aiutare il governo iracheno nella lotta contro i jihadisti dell'Is (Stato Islamico), senza escludere l'invio di armamenti.

Al termine di un colloquio con il collega iracheno Hussein al-Sharistani a Baghdad, il capo della diplomazia tedesca ha affermato che non si tratta solo di un «segnale di solidarietà». Il ministro tedesco ha definito «i soccorsi umanitari assolutamente necessari» e la Germania ha già stanziato in merito più di 24 milionidi euro.

Steinmeier ha detto inoltre di avere discusso con al-Sharistani di come i paesi europei possano contribuire agli «equipaggiamenti» necessari per combattere i jihadisti dell'Is. Il ministro ha definito infine la nomina del nuovo premier iracheno Haidar al-Abadi «un barlume di speranza» per il paese.

Prima del suo viaggio, Steinmeier ha annunciato anche la possibilità di inviare armamenti di fronte all'inarrestabile violenza delle milizie terroristiche dell'Is: «Allo stato attuale non escludiamo, all'occorrenza, se la situazione si manterrà tale, la possibilità di inviare anche armi», ha affermato il ministro in un'intervista al secondo canale tedesco ZDF.