15 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Presidenziali siriane

Assad rieletto con l'88,7% dei voti

Sia l'opposizione siriana che Stati Uniti ed Ue hanno denunciato lo svolgimento delle elezioni in pieno conflitto, definite «una farsa» e una «parodia della democrazia»

DAMASCO - Bashar al-Assad è stato rieletto presidente della Siria con l'88,7% dei voti: lo ha annunciato il presidente del Parlamento siriano.
In precedenza la Commissione elettorale aveva reso noti i dati sull'affluenza: sui 15,8 milioni di aventi diritto si sono recati alle urne 11,6 milioni di elettori, con 442mila schede nulle (pari al 3,8%).

«UNA FARSA» - Sia l'opposizione siriana che Stati Uniti ed Ue hanno denunciato lo svolgimento delle elezioni in pieno conflitto, definite «una farsa» e una «parodia della democrazia»: la conferma di Assad - che ha dovuto affrontare due candidati sconosciuti e di facciata, Hassan al-Nouri e Maher al-Hajjar, che hanno ottenuto rispettivamente il 4,3% e il 3,2% - era poco più di una formalità dato che il voto si è svolto solo nelle zone controllate dal regime, che comprendono circa il 60% della popolazione.

DURA ANCHE LA GRAN BRETAGNA - La rielezione di Bashar al-Assad alla presidenza della Siria non gli conferisce alcuna legittimità: lo ha affermato il ministro degli Esteri britannico William Hague, definendo il voto «un insulto a quei siriani che cercano la libertà e un vero cambiamento politico». Hague ha sottolineato come le elezioni - vinte da Assad con l'88% delle preferenze - si siano tenute «nel bel mezzo di una guerra civile con milioni di persone private del diritto di voto, senza avere accesso ad aiuti umanitari di base e con la repressione brutale di ogni opposizione».