12 dicembre 2019
Aggiornato 14:30

Ancora violenze in Ucraina: la Russia smobilita le truppe, nuove sanzioni UE

Un corteo di manifestanti a sostegno del governo di Kiev è stato attaccato da miliziani filo russi a Donetsk. Mosca dopo le nuove misure decise da USA ed Europa, ha posto fine alle manovre militari al confine.

KIEV - In Ucraina, a Donetsk, le violenze sono proseguite. Un corteo di manifestanti a sostegno del governo di Kiev è stato attaccato da miliziani filo russi e il bilancio è di una quindicina di persone ferite. Il sangue dunque è tornato a scorrere ancora sulle strade dell'Ucraina, mentre la Russia, dopo le nuove sanzioni decise da Stai Uniti ed Europa, ha provato a rassicurare gli occidentali e ha posto fine alle manovre militari al confine con Kiev.

RUSSIA, NESSUNA INTENZIONE INVADERE UCRAINA - Il Cremlino ha ribadito a Washington di non avere alcuna intenzione di invadere l'Ucraina. Dopo settimane di politica muscolare da parte di Mosca, anche la Nato e gli Stati Uniti hanno cominciato a brandire la minaccia armata: nei cieli del Baltico si sono fatti vedere i caccia dell'Alleanza atlantica, mentre 150 soldati americani sono atterrati in Estonia.

SOLDATI RUSSI ALLONTANATI CONFINE - Come anticipato le forze russe che hanno partecipato a delle manovre nei pressi della frontiera ucraina hanno fatto rientro nelle loro caserme: lo ha reso noto il ministro della Difesa russo, Sergey Shoigu. «La Russia è stata costretta ad effettuare delle manovre su grande scala alla frontiera ucraina data la prospettiva di un'azione militare (ucraina) contro la popolazione civile, ma dal momento che le autorità ucraine hanno dichiarato di non voler utilizzare le truppe regolari contro la popolazione disarmata, le forze russe sono rientrate nelle caserme», ha concluso Shoigu.
Poi il ministro della Difesa russo, Sergey Shoigu, nel corso di un colloquio telefonico con l'omologo statunitense, Chuck Hagel, ha ribadito che le forze militari russe non hanno alcuna intenzione di invadere l'Ucraina.

USA, MOSCA SIA RESPONSABILE - Gli Stati Uniti da parte loro hanno chiesto a Mosca di «mettere fine all'influenza destabilizzante sull'Ucraina» e di trovare una strada «responsabile» per porre fine alla crisi, indicando come l'applicazione degli accordi di Ginevra del 17 aprile scorso rappresenterebbe «un progresso».

LE SANZIONI UE VERSO MILITARI RUSSI - Intanto il capo di Stato maggiore russo, generale Valery Gerasimov, e il leader dell'intelligence militare di Mosca, gerenale Igor Sergun, figurano tra le 15 nuove personalità russe e ucraine colpite dalle sanzioni europee. Il bollettino ufficiale dell'Ue ha pubblicato oggi la lista delle persone ritenute «responsabili di azioni che compromettono o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina». Tra queste figurano anche i leader dei gruppi separatisti dell'est dell'Ucraina. Il capo di Stato maggiore russo è stato indicato dall'Ue come «responsabile del massiccio dispiegamento delle truppe russe lungo la frontiera con l'Ucraina e della mancanza di azioni per allentare la tensione». Gli Occidentali stimano siano quasi 40mila i soldati russi presenti al confine da diverse settimane. Anche Igor Sergun, Capo della direzione generale dell'intelligence militare russa (Gru), è giudicato «responsabile delle attività degli agenti del Gru nell'est dell'Ucraina».

GLI ALTRI SANZIONATI - Nella lista delle 15 personalità colpite da divieto di ingresso nell'Unione europea e congelamento dei beni compaiono quindi due vicepresidenti della Duma, Sergei Neverov e Ludmila Shvetsova, così come i leader del movimento filorusso nell'est dell'Ucraina, quali Valeriy Bolotov, German Prokopiv e Andriy Purgin, quest'ultimo presentato come «il capo della Repubblica di Donetsk» che ha «coordinato le azioni dei 'turisti russi' in questa città». Le altre personalità colpite sono russi coinvolti nell'annessione della Crimea alla Russia, come Dmitry Kozak, «responsabile della supervisione dell'integrazione della Crimea nella Russia», e Oleg Savelyev, «ministro degli Esteri di Crimea». Sanzionato anche Sergei Menyailo, «governatore ad interim della città di Sebastopoli».
Sono così 48 le persone colpite dal congelamento dei beni e dal divieto di ingresso nell'Ue, mentre altre 22, tutte ucraine, hanno subito il congelamento dei propri beni per truffa e appropriazione indebita sotto il governo del deposto presidente ucraino Viktor Yanukovych

INTERVIENE ANCHE CANADA - Dopo Stati Uniti ed Unione Europea anche il Canada ha annunciato una nuova serie di sanzioni contro la Russia, in seguito alla crisi ucraina: nella lista nera di Ottawa sono finite due banche e nove alti dirigenti russi. In particolare, gli istituti finanziari interessati dalle sanzioni sono la ExpoBank, con sede in Lettonia ma proprietà dell'oligarca russo Igor Kim, e la RosEnergoBank, legata al settore energetico russo. Il Canada - che ospita la più numerosa comunità di origine ucraina nel mondo, con oltre due milioni di persone - era stato il primo Paese a riconoscere l'indipendenza di Kiev, nel 1991.

MOSCA, DURO COLPO A INDUSTRIA HI-TECH - Da parte di Mosca, il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha detto che le sanzioni adottate ieri dagli Usa rappresentano un grave colpo per le industrie russe ad alta tecnologia e hanno l'obiettivo di far cadere una nuova «cortina di ferro» sulle forniture di prodotti occidentali alla Russia. «La gravità di queste misure è del tutto ovvia, specialmente nei termini delle limitazioni alla collaborazione sulle alte tecnologie. Tutto ciò rappresenta un colpo per le nostre industrie hi-tech» ha dichiarato Ryabkov a Gazeta.ru. «E' una rinascita del COMCOM [Comitato per il controllo multilaterale dell'export), creato nel 1949, quando i paesi occidentali nei fatti fecero calare la 'cortina di ferro' sulle consegne di prodotti ad alta tecnologia all'Unione sovietica e ad altri Paesi. Oggi, nel 2014, gli Usa stanno tentando di fare la stessa cosa» ha detto Ryabkov. «Non penso che queste misure siano cosmetiche. Vediamo che le sanzioni usa verso la Russia si inaspriscono. E' preoccupante, ma non drammatizziamo la situazione. Non vogliamo dipingerla come una situazione in cui il mondo va alla rovescia» ha detto Ryabkov.

UE MANIPOLATA DA USA - La Russia ha attaccato anche le nuove sanzioni imposte dall'Unione europea per il suo ruolo nella crisi ucraina, affermando che i «partner» europei si fanno «manipolare» da Washington. «Invece di obbligare la cricca di Kiev a sedersi al tavolo del negoziato (...) sul futuro del Paese, i nostri partner si lasciano manipolare da Washington con nuovi gesti di inimicizia nei confronti della Russia», ha affermato il ministero degli Esteri di Mosca in una nota. «Se qualcuno a Bruxelles spera di stabilizzare la situazione in Ucraina in questo modo, è un evidente segno della sua completa incomprensione della situazione politica interna nel Paese e uin diretto invito ai neonazisti a continuare sulla strada dell'anarchia e degli oltraggi ai civili nel sud», ha aggiunto nel comunicato. Il vice ministro Grigory Karasin ha dichiarato a Ria Novosti che le sanzioni sono «assolutamente controproducenti» e rischiano di condurre la crisi «in un vicolo cieco».