22 luglio 2019
Aggiornato 03:00
Le proteste in Ucraina

Gli USA stanno chiedendo all’Europa di punire Kiev. L’Europa non si affretta a farlo

Il Dipartimento di Stato USA ha dichiarato di annullare i visti per le personalità ufficiali ucraine che sarebbero coinvolte nelle «repressioni» a piazza Maidan in novembre e dicembre. Bruxelles, a giudicare dai dati che abbiamo, non è pronta a seguire gli USA e a prendere misure punitive nei confronti delle autorità ucraine

KIEV - Gli americani si rendono ben conto che le loro sanzioni sono un vero e proprio imbroglio dato che sia gli oligarchi che le personalità ufficiali ucraini preferiscono non tenere depositi finanziari negli USA ed agiscono esclusivamente attraverso l’Europa. Per il momento a favore delle sanzioni punitive si pronuncia solo la Lituania. Ma come ha dichiarato il titolare del Ministero degli Esteri della Germania Frank-Walter Steinmaier, l’Ue non è pronta ad applicare nell’immediato futuro delle sanzioni contro l’Ucraina.

Anzi, stando ai dati in possesso dei mass-media, oggigiorno in Europa ed oltre i suoi confini viene studiato, in modo assai attivo, il problema della mediazione nella soluzione del conflitto tra l’opposizione il governo. Il Ministro degli Esteri della Svizzera Didier Burkhalter ha dichiarato che potrebbe farsi mediatrice in questo senso l’Organizzazione per la sicurezza e la sicurezza in Europa. Attualmente la Svizzera ha la presidenza dell’OSCE e, quindi, ha dei meccanismi per fornire assistenza in questo campo.

Solo che al momento non è chiaro se i dirigenti dell’Ucraina vorranno accettarla. Molti esperti russi ritengono che una simile mediazione non potrebbe che legalizzare le forze più radicali e rafforzare le posizioni di coloro che vogliono abbattere il potere legittimo.

Dice Vladimir Zharikhin, vice direttore dell’Istituto russo di studi sui paesi della CSI: «È assolutamente evidente che la contrapposizione in Ucraina viene sostenuta, anzi gestita, dalle forze dell’Europa Occidentale e degli USA, che non hanno perdonato al Presidente Janukovich il suo rifiuto di firmare accordi sull’associazione con l’Unione Europea. Si consideri, accordi a condizioni capestro. Sono proprio queste forze e i centri di influenza a pilotare coloro che organizzano le provocazioni a piazza Maidan».

Intanto il colpo di Stato strisciante in Ucraina, di fatto, è passato ad una fase calda. L’opposizione sta tentando di strappare il potere politico dalle mani del Presidente legittimamente eletto.

Il 24 gennaio in Ucraina giungerà ¦tefan Füle, Commissario dell’Ue per l'Allargamento e la Politica di Vicinato, il quale, secondo le sue parole, avrà un incontro con rappresentanti dell’opposizione e del Governo. L’appuntamento con Janukovich non è previsto, anzi al momento è difficile dire qual è lo scopo pratico della visita di Füle a Kiev. Se Füle viene esclusivamente per riconfortare l’opposizione e tirarne su gli umori filoeuropei, ciò difficilmente aiuterà a calmare la situazione in Ucraina. Anzi, dimostrerà le proporzioni dell’ingerenza delle forze esterne in ciò che sta avvenendo in questo Paese.