25 ottobre 2020
Aggiornato 02:30
Ambiente

Russia, gli attivisti di Greenpeace accusati di pirateria

I circa trenta ambientalisti, tra cui un italiano, sono finiti sotto inchiesta penale per pirateria, «indipendentemente dalla loro nazionalità», perchè con la loro azione hanno «violato la sovranità territoriale russa e la sicurezza ambientale della regione» artica

MOSCA - Il comitato d'inchiesta russo ha aperto un'indagine per pirateria contro i militanti di Greenpeace a bordo del rompighiaccio Arctic Sunrise, sequestrato da un commando della guardia costiera dopo che i suoi occupanti avevano tentato un'azione di protesta contro una piattaforma petrolifera di Gazprom in Artico.

L'ACCUSA DI PIRATERIA - Il portavoce del Comitato Vladimir Markin ha annunciato che i circa trenta ambientalisti, tra cui un italiano, sono finiti sotto inchiesta penale per pirateria, «indipendentemente dalla loro nazionalità», perchè con la loro azione hanno «violato la sovranità territoriale russa e la sicurezza ambientale della regione» artica. In Russia il reato di pirateria è punibile con una pena fino a 15 anni di carcere.

L'ITALIANO STA BENE - «Cristian d'Alessandro sta bene, è in ottime condizioni fisiche e psicologiche»: lo ha riferito all'ANSA il console generale di San Pietroburgo Luigi Estero, dopo che il suo vice ha incontrato il giovane a bordo della nave di Greenpeace Sunrise, ancorata a Murmansk in seguito al blitz contro la prima piattaforma petrolifera artica russa.