18 giugno 2024
Aggiornato 01:30
Medio Oriente | La crisi siriana

Obama: L'opposizione siriana rappresenta la popolazione

Gli Stati Uniti si preparano a riconoscere formalmente l'opposizione siriana come rappresentante legittimo della popolazione della Siria, aumentando così la pressione sul presidente Bashar al-Assad affinché lasci la guida del Paese. Msf chiede che feriti e malati possano lasciare Deir Ezzor. Città in preda a combattimenti e bombardamenti quotidiani

NEW YORK - Gli Stati Uniti si preparano a riconoscere formalmente l'opposizione siriana come rappresentante legittimo della popolazione della Siria, aumentando così la pressione sul presidente Bashar al-Assad affinché lasci la guida del Paese. Lo ha detto il presidente americano Barack Obama nella serata americana, in piena notte in Italia, parlando ai microfoni di ABC News e facendo riferimento alla Coalizione nazionale siriana per le forze rivoluzionarie e di opposizione.
L'annuncio, arrivato alla vigilia di un incontro in Marocco tra i leader dell'opposizione siriana e i suoi sostenitori, era largamente atteso. La mossa dell'amministrazione Obama segna comunque l'inizio di un nuovo coinvolgimento degli Stati Uniti in un conflitto che dura da quasi due anni, che è costato almeno 40.000 vite e che rischia di destabilizzare l'intera regione mediorientale.
«Abbiamo deciso che la coalizione dell'opposizione siriana è sufficientemente inclusiva; riflette e rappresenta quanto basta la popolazione siriana e per questo la consideriamo come un rappresentante legittimo delle persone» nel Paese, ha detto Obama durante l'intervista con la giornalista Barbara Walters.
L'inquilino della Casa Bianca ha spiegato che con tale riconoscimento «si accompagnano ovviamente delle responsabilità».

Attentati Ministero degli Interni, 7 morti il primo bilancio - E' di sette morti e cinquanta feriti il primo bilancio dei tre attentati che hanno preso di mira il ministero degli Interni a Damasco, uno dei quali commesso con un'autobomba. Lo ha riferito una fonte dei servizi di sicurezza.
La tv ufficiale siriana ha affermato che il ministro degli Interni, Mohammad al Shaar, e i più alti responsabili del ministero sono tutti sani e salvi.

Msf chiede che feriti e malati possano lasciare Deir Ezzor - L'organizzazione non governativa Medici senza frontiere (Msf) ha chiesto al regime siriano che le «decine di migliaia di persone» e i numerosi feriti presi in mezzo ai «combattimenti e bombardamenti» quotidiani nella città di Deir Ezzor possano essere sgomberati in un luogo sicuro.
Vicina alla frontiera con l'Iraq, la grande città dell'est della Siria, che prima del conflitto aveva mezzo milione di abitanti, è stata funestata dai combattimenti. Nella sua regione si trovano le più importanti riserve di idrocarburi del Paese.
In un comunicato, Msf ha chiesto «che i feriti e i malati possano essere sgomberati verso luoghi più sicuri e che equipe mediche internazionali siano ufficialmente autorizzati» dal regime «a portare soccorsi imparziali», «nel rispetto del diritto umanitario».
Il regime di Bashar al Assad finora non ha mai autorizzato ong a fornire cure nelle zone controllate dai ribelli. Msf ha allestito tre ospedali nel nord e nel nordovest della Siria.