24 ottobre 2020
Aggiornato 19:00
Lo ha reso noto la polizia ellenica

Grecia: arrestato giornalista. Aveva pubblicato una lista di evasori fiscali

Costas Vaxevanis ha diffuso circa duemila nomi della lista trasmessa nel 2010 al governo greco dall'allora ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, documento la cui copia originale sarebbe - secondo Atene - sparita. Il governo greco ha infatti «richiesto» alcuni giorni fa alla Francia di riinviare il documento

ATENE - Un giornalista greco è stato arrestato per aver rivelato i nomi contenuti in una lista di presunti evasori fiscali con dei conti correnti in Svizzera: lo ha reso noto la polizia ellenica. Costas Vaxevanis ha diffuso circa duemila nomi della lista trasmessa nel 2010 al governo greco dall'allora ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, documento la cui copia originale sarebbe - secondo Atene - sparita. Il governo greco ha infatti «richiesto» alcuni giorni fa alla Francia di riinviare il documento - ottenuto nell'ambito dell'inchiesta sulle rivelazioni di un ex dipendente della banca svizzera Hsbc - e attende una «risposta» da Parigi.

POLEMICA SULL'UTILIZZO DEI DATI - La polizia aveva ottenuto i dati incriminati già il 2 ottobre scorso, ma il Ministero delle Finanze aveva ritenuto che i dati erano stati in ultima analisi ottenuti illegalmente dalla fonte originale e dunque il loro utilizzo sarebbe stato analogo allo spionaggio industriale: solo la crescente irritazione dell'opinione pubblica ha convinto il titolare del dicastero, Yannis Sturnaras, a cambiare idea.
Tuttavia Sturnaras - che a suo dire aveva appreso dell'esistenza del file dai giornali - aveva dovuto lanciare una ricerca che ha visto coinvolti anche i servizi segreti per rimettere le mani sul file incriminato, dopo che anche la Corte Suprema aveva confermato che i dati provenivano «da un rappresentante ufficiale di uno Stato per via diplomatica» e dunque potevano essere usati senza problemi.
La stampa ellenica non ha risparmiato il veleno sulla classe dirigente, affermando che tutti nel governo attuale e in quelli precedenti conoscevano benissimo le identità degli evasori: il Ministero delle Finanze non ha fornito alcuna stima della somma di denaro in questione ma nello scorso mese di luglio aveva indicato come negli ultimi due anni oltre 16 milioni di euro fossero stati portati legalmente fuori dal Paese, meno del 10% in Svizzera.