30 agosto 2025
Aggiornato 12:00
Missione ISAF

Afghanistan, avamposto di militari italiani attaccato da «insurgent»

I militari italiani della Task Force (TF) South-East, su base Reggimento «San Marco» hanno risposto con armi leggere, con l'impiego dei mortai e il supporto aereo di forze Isaf. Rasmussen: Da metà 2013 cambierà il ruolo delle truppe Nato

KABUL - Un avamposto di militari italiani nella zona del Gulistan, nel sud ovest dell'Afghanistan, è stato preso di mira ieri da «insurgent» senza provocare vittime. Lo riferisce un comunicato del Comando Regionale Ovest precisando che l'avamposto «Snow», nel settore meridionale dell'area di responsabilità del Comando Regionale Ovest (Regional Command West- RC- West), su base Brigata «Sassari» è stato attaccato con bombe da mortaio. I militari italiani della Task Force (TF) South-East, su base Reggimento «San Marco» hanno risposto con armi leggere, con l'impiego dei mortai e il supporto aereo di forze Isaf.

L'episodio rientra nell'ambito dell'operazione «Copperhead», condotta dalla TF South, su base 152° Reggimento «Sassari», dalla citata TF South-East, dalla TF Center con l'impiego della compagnia «Freccia», alle dipendenze del 66° Reggimento, e da unità di supporto di Isaf, in stretto coordinamento con le forze di sicurezza afghane (Ansf) affiancate dai «mentors» italiani dell'Omlt (Operational Mentoring and Liaison Team) che da giorni si confrontano con gruppi armati di «insurgents» nel settore meridionale di RC-West per il controllo delle principali vie di comunicazione dell'area.
Ieri, nel corso dell'operazione «Copperhead», pianificata e coordinata dal Comando di RC-West, gli «insurgents» hanno riportato alcune perdite e la polizia afgana ha arrestato un gruppo trovati in possesso di diverse tipologie di IED (Improvvised Explosive Devices - ordigni improvvisati), due veicoli bomba (VB-IED), circa 800 quintali di nitrato di ammonio (un fertilizzante utilizzato anche per la fabbricazione artigianale di ordigni), circa 80 kg di sostanze stupefacenti, tra eroina ed hashish, e un'ingente somma di denaro in valuta pachistana.
La pressione esercitata dai soldati dell'Isaf sul territorio ha convinto un gruppo di circa venti «insurgents», operante nell'area di Farah, sempre nel settore Sud di RC-West, a consegnare le armi per essere avviato al processo di reintegrazione.

Rasmussen: Da metà 2013 cambierà il ruolo delle truppe Nato - A partire dalla metà del 2013, le forze di sicurezza afgane saranno in grado di controllare l'intero paese e «da quel momento il ruolo delle truppe» della Nato «cambierà gradualmente» passando dal «combattimento» al «supporto» e alla formazione. E' quanto ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, nel suo discorso di saluto alla riunione informale dei ministri della Difesa dell'Alleanza, in corso a Bruxelles.
Il calendario per il ritiro delle truppe dall'Afghanistan «resta immutato», ha sottolineato il leader della Nato, che ha rimandato ogni eventuale decisione aggiuntiva al summit di Lisbona del prossimo mese di maggio. «Da quello che ho sentito e che ho visto, ritengo che tutti gli alleati e tutti i partner sostengono le decisioni prese a Lisbona», nel novembre 2010.
Arrivando a Bruxelles, il segretario alla Difesa Usa Leon Panetta aveva detto che «la transizione dal ruolo di combattenti a quello di addestramento, assistenza e mentoring» avrà luogo entro al fine del 2013.