20 maggio 2019
Aggiornato 10:00
Dopo 13 anni

Afghanistan, conclusa la missione ISAF

Il comandante dell'Isaf, il generale americano John Campbell, ha stilato un bilancio positivo dell'intervento, mentre per i Talebani: «La missione è stata una sconfitta assoluta». Gentiloni: «Oggi abbiamo una speranza in più».

KABUL - Si è conclusa ieri ufficialmente con l'ammainabandiera l'operazione dell'Isaf in Afghanistan, dopo 13 anni di presenza militare dell'Alleanza Atlantica nel Paese asiatico.
Il comandante dell'Isaf, il generale americano John Campbell, ha stilato un bilancio positivo dell'intervento: «Abbiamo portato gli afgani fuori dalle tenebre e dalla disperazione e abbiamo dato loro speranza per l'avvenire», ha affermato. Da Washington, il presidente Barack Obama ha dichiarato: «La nostra missione di combattimento si è conclusa e la guerra più lunga nella storia degli Stati Uniti termina in modo responsabile».
Dal canto suo il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha parlato di «13 anni di missione americana e Nato in Afghanistan che si concludono con una sconfitta assoluta».

Gentiloni: Oggi abbiamo una speranza in più
L'Italia ha partecipato alla missione internazionale Isaf in Afghanistan anche con un grosso tributo in termini di vite dei militari caduti sul campo, ma «dovevamo farlo», ha detto oggi il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, perché di fronte all'attacco del 2001 agli USA «era un dovere».
«Ora lasciamo la fase di combattimento e passiamo ad una fase di addestramento», ha spiegato il capo della Farnesina, ospite di Uno Mattina, mostrandosi cautamente positivo sulle prospettive della missione dopo Isaf. «Vedo qualche motivo di ottimismo», ha affermato, sottolineando che «oggi abbiamo una speranza in più, anche se è solo una speranza, per questo Paese a cui siamo legati anche per le vittime che abbiamo avuto».