13 giugno 2024
Aggiornato 06:30
39 anni fa la Corte Suprema depenalizzava l'aborto

Obama difende il diritto ad abortire

«Il governo non si deve immischiare negli argomenti che toccano l'intimità familiare», ha spiegato l'inquilino della Casa Bianca. Diverse organizzazioni hanno lanciato un appello a manifestare domani davanti alla Corte Suprema a Washington per riaffermare il loro sostegno alla legislazione in vigore

WASHINGTON - Barack Obama ha rivendicato il diritto degli americani a scegliere di «abortire», in occasione del 39esimo anniversario della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che il 22 febbraio 1973 depenalizzò l'interruzione di gravidanza.
Il presidente americano ha ammesso che il diritto ad abortire è un «argomento sensibile e spesso al centro di polemiche», ma si è detto «determinato a proteggere il diritto di una donna a scegliere e (a tutelare) questo diritto costituzionale essenziale». «Il governo non si deve immischiare negli argomenti che toccano l'intimità familiare», ha spiegato l'inquilino della Casa Bianca.

Argomento denso di polemiche - Trentanove anni dopo la decisione della più alta giurisdizione americana, il diritto ad abortire continua a essere un argomento denso di polemiche negli Stati Uniti. I «pro-life» associano la pratica a un «omicidio», mentre i «pro-choice» (a favore della scelta) la considerano un diritto inalienabile.
L'argomento fa spesso irruzione nella campagna elettorale americana. Diverse organizzazioni hanno lanciato un appello a manifestare domani davanti alla Corte Suprema a Washington per riaffermare il loro sostegno alla legislazione in vigore.