20 novembre 2019
Aggiornato 06:00
Relazioni internazionali | Crisi palestinese

Palestina all'Unesco: Obama, deluso dal voto di Parigi

Washington ha sospeso i suoi finanziamenti dopo il riconoscimento. Gli emissari del Quartetto per il Medio Oriente tentano di rilanciare i negoziati diretti tra le parti mentre il gabinetto di sicurezza israeliano mantiene il blocco delle tasse raccolte per i palestinesi

KO OLINA - Il Presidente americano Barack Obama ha riferito di aver avuto un colloquio «franco e fermo» con il suo omologo francese Nicolas Sarkozy, in cui ha espresso la sua «delusione» per il sostegno della Francia all'adesione dei palestinesi all'Unesco.
Washington ha sospeso i finanziamenti all'Organizzazione dell'Onu per l'istruzione, la scienza e la cultura, dopo il riconoscimento della Palestina, votato anche da Parigi, il 31 ottobre scorso. «Ho avuto un colloquio molto franco e fermo con il Presidente Sarkozy a questo riguardo», ha detto il Presidente Usa nel corso della conferenza stampa di chiusura del Forum di cooperazione economica Asia-Pacifico (Apec). «Il colloquio privato che ho avuto con il presidente Sarkozy si riferiva alla mia profonda delusione per il voto della Francia a favore dell'ingresso dei palestinesi nell'Unesco», ha aggiunto il Presidente, ribadendo che occorre arrivare a un accordo con Israele prima che i palestinesi possano aderire alle organizzazioni internazionali.

Gli emissari del Quartetto incontrano israeliani e palestinesi - Gli emissari del Quartetto per il Medio Oriente (Usa, Russia, Onu e Ue) incontrano oggi separatamente a Gerusalemme i rappresentanti israeliani e palestinesi, per tentare, senza grandi chance di successo, di rilanciare i negoziati diretti tra le parti.
I colloqui, che si svolgono al quartier generale dell'Onu a Gerusalemme Est, sono iniziati a fine mattinata con un incontro tra i negoziatori palestinesi, Saeb Erekat e Mohammad Shtayyeh e i rappresentanti del Quartetto, i quali incontreranno poi il delegato speciale del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Yitzhak Molcho. «Conformemente al calendario stabilito dal Quartetto in un suo comunicato del 23 settembre 2011, abbiamo spiegato le posizioni dell'Olp (Organizzazione di liberazione della Palestina) sulle questioni dello status finale», ha dichiarato Erekat in un comunicato diffuso dopo l'incontro di oggi.

Israele mantiene il blocco delle tasse raccolte per i palestinesi - Il gabinetto di sicurezza israeliano ha deciso oggi di mantenere il blocco dei fondi che deve all'Autorità palestinese congelati in ritorsione all'ammissione della Palestina come membro a pieno titolo nell'Unesco. Lo ha reso noto un alto responsabile israeliano.
«Non ci sono cambiamenti quanto alla decisione del primo novembre di bloccare temporaneamente il trasferimento dei fondi all'Autorità palestinese», ha dichiarato all'Afp questo responsabile in condizione di anonimato, senza precisare quando la misura sarà nuovamente presa in esame. «Siamo delusi che i palestinesi non rispondono all'appello del Quartetto per un ritorno ai negoziati di pace diretti», ha aggiunto al termine di una riunione del Quartetto per il Medio Oriente (Stati Uniti, Unione europea, Onu, Russia) con rappresentanti palestinesi e israeliani a Gerusalemme.
Dopo l'ammissione della Palestina all'Unesco (Organizzazione delle Nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura), il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dato ordine di accelerare le nuove costruzioni a Gerusalemme est e in Cisgiordania e di congelare temporaneamente il trasferimento dei fondi ai palestinesi. Questi fondi corrispondono al rimborso dei diritti doganali e dell'Iva prelevati sui prodotti destinati ai palestinesi che transitano per i porti e gli aeroporti israeliani. Gli accordi di Parigi del 1994 prevedono la restituzione da parte di Israele di queste tasse, che rappresentano due terzi del budget dell'Anp e permettono di pagare più di 150.000 funzionari palestinesi che in termini di stipendi rappresenta circa 160 milioni di dollari o 115 milioni di euro.