19 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Le rivelazioni di WikiLeaks

Julian Assange si prepara a tornare in Svezia

Lo afferma una società svedese di relazioni pubbliche. Intanto un giudice federale ha ordinato a Twitter di consegnare al dipartimento di Giustizia americano informazioni su tre iscritti al microblog, indagati per possibili legami con WikiLeaks

STOCCOLMA - Julian Assange tornerà presto in Svezia per rispondere delle accuse di violenza e aggressione sessuale. Lo ha affermato una società svedese di relazioni pubbliche, ingaggiata dal fondatore di WikiLeaks. «Posso dire che arriverà prossimamente in Svezia, ma non posso dire quando», ha dichiarato Harald Ullman, direttore della società Ullman Pr. «Lo aiuteremo a far fronte alla pressione dei media», ha aggiunto.
Il 2 novembre scorso, l'Alta Corte di Londra ha dato il via libero per l'estradizione di Assange in Svezia. Accusato di stupro da due donne svedesi, l'australiano, 40 anni, è stato arrestato nel dicembre scorso a Londra, in virtù di un mandato di cattura europeo spiccato da Stoccolma, prima di essere posto agli arresti domiciliari nella casa di un amico, a due ore dalla capitale britannica. L'arresto avvenne mentre WikiLeaks pubblicava migliaia di documenti diplomatici americani riservati; Assange, ha sempre negato le accuse, sostenendo che le due donne erano consenzienti.

USA: Twitter deve dare informazioni su tre utenti - Un giudice federale ha ordinato a Twitter di consegnare al dipartimento di Giustizia americano informazioni su tre iscritti al microblog, indagati per possibili legami con WikiLeaks, il sito di Julian Assange che lo scorso novembre divulgò documenti segreti del dipartimento di Stato americano.
Il caso aveva suscitato l'attenzione dei media perché il dipartimento di Giustizia aveva ricercato le informazioni senza un mandato di perquisizione. Sulla base di una legge del 1994, lo Stored Communication act, il governo ha chiesto a Twitter di fornirgli gli indirizzi Ip di Jacob Appelbaum, un americano esperto di sicurezza informatica, dell'olandese Rop Gonggrijp e di Birgitta Jonsdottir, un membro del parlamento islandese.
Attraverso gli indirizzi Ip si può localizzare dove si trova il computer dal quale una persona ha acceduto a Internet.
Come riportato dal New York Times, Dopo essere stati informati da Twitter della richiesta da parte del dipartimento di Giustizia, i tre utenti si sono rivolti alla Corte distrettuale degli Stati Uniti di Alexandria, in Virginia, sostenendo che i loro indirizzi Ip fossero informazioni private e che la richiesta da parte del governo americano fosse troppo generica e non legata a WikiLeaks.
Ma ieri il giudice Liam o'Grady ha detto che gli utenti di Twitter espongono «volontariamente» i loro indirizzi Ip quando creano un account sul microblog e quindi rinunciano alle loro aspettative sulla privacy. Twitter dovrà dunque consegnare le informazioni su Appelbaum, Gonggrijp e Jonsdottir al governo americano.