20 novembre 2019
Aggiornato 06:30
Londra

L'Alta Corte rinvia la decisione su estradizione Assange

Sarà resa nota in forma scritta come da procedura, ma non è stato anticipato quando verrà annunciata

LONDRA - L'alta corte di Londra chiamata a pronunciarsi nel processo di appello per l'estradizione in Svezia del fondatore di Wikileaks Julian Assange ha rinviato la sua decisione senza anticipare quando questa verrà annunciata.
Ieri sera al termine di due giorni di udienza il giudice John Thomas ha spiegato che il giudizio sarà «comunicato secondo la formula abituale, quindi per iscritto» ma non ha anticipato alcuna data precisa.

Accusato di strupro da due donne svedesi Assange è stato arrestato a dicembre a Londra, in virtù di un mandato d'arresto europeo spiccato da Stoccolma, prima di essere posto agli arresti domiciliari in una proprietà della campagna inglese appartenente ad un amico. Il suo arresto è avvenuto mentre WikiLeaks pubblicava un diluvio di documenti diplomatici americani, che hanno suscitato lo sdegno del governo americano pronto ad «una macchinazione» per neutralizzare Assange, secondo i suoi sostenitori. L'uomo ha sempre negato le accuse contestategli per dei fatti che risalgono all'agosto del 2010 in Svezia. Il fondatore di Wikileaks ha sempre sostenuto che le due donne erano consenzienti.
A febbraio, in primo grado, il giudice britannico Howard Riddle aveva dato il via libera all'estradizione, respingendo gli argomenti della difesa, in particolare quello secondo cui Assange non potrebbe beneficiare di un «processo equo» in Svezia con il pretesto che le vicende a carattere sessuale generalmente in Svezia si trattano a porte chiuse.