16 dicembre 2019
Aggiornato 04:00
La guerra in Libia

Continua l'offensiva ribelle, obiettivo Tripoli

Nelle ultime 24 ore catturata Guadish. Sul fronte diplomatico, il leader libico Muammar Gheddafi ha inviato una delegazione in Sudafrica

GUALISH - I ribelli libici continuano l'offensiva lanciata ieri contro le posizioni delle truppe governative nel tentativo di raggiungere la capitale Tripoli, con l'appoggio delle incursioni aeree della Nato.
Nel corso dei combattimenti delle ultime 24 ore le milizie ribelli si sono impadronite della località di Gualish, catturando numerosi mercenari provenienti dal Ghana e dal Mali. Per poter avanzare verso la capitale tuttavia le forze ribelli devono conquistare due posizioni fondamentali: Bir al-Ghanam - che permetterebbe loro di tenere Tripoli sotto la portata dell'artiglieria - e Gharian, dove sono di stanza le truppe governative che proteggono l'accesso alla capitale.

Nella giornata di ieri gli apparecchi della Nato hanno effettuato 140 operazioni, di cui 57 di bombardamento di obbiettivi militari: in particolare, sono state colpite delle installazioni militari che permettevano alle truppe governative di rifornirsi di carburante nella regione di Brega.

Sul fronte diplomatico, il leader libico Muammar Gheddafi ha inviato una delegazione in Sudafrica - uno dei Paesi mediatori - facendo sapere di «non voler essere di ostacolo ad un negoziato e dunque di non voler prendere parte ai colloqui sul futuro della Libia o sul suo proprio futuro»; i negoziatori dell'Unione Africana - fra cui il presidente sudafricano Jacob Zuma - si riuniranno tra qualche giorno ad Addis Abeba per raccogliere le reazione delle parti alla proposta di pace avanzata la settimana scorsa dalla stessa Ua. Il piano - già respinto dalla ribellione libica perché permetterebbe la permanenza al potere di Gheddafi - prevede anche il dispiegamento di una forza di pace internazionale per il mantenimento del cessate il fuoco.