15 luglio 2020
Aggiornato 07:30
Stati Uniti | Ambiente

Obama promette di risanare le coste del Golfo del Messico

Oggi è il primo anniversario dell'esplosione della piattaforma Bp. Più di quattro milioni di barili di greggio si sono riversati nelle acque del golfo

WASHINGTON - Un anno fa esplodeva la piattaforma della Bp al largo del Golfo del Messico, provocando 11 morti e una marea nera senza precedenti. Nel primo anniversario del più grave disastro ecologico della storia degli Stati Uniti, il presidente americano, Barack Obama, si è impegnato a «fare tutto il necessario» per risanare le coste del Golfo del Messico.

«Gli eventi del 20 aprile 2010 e la marea nera che ne è seguita mettono bene in evidenza lo stretto legame fra l'ambiente e la prosperità economica del Golfo», scrive Obama in un comunicato. «La mia amministrazione si impegna a fare tutto il necessario per proteggere e risanare le coste del Golfo», ha aggiunto.

L'esplosione un anno fa della piattaforma DeepWater Horizon, circa 80 chilometri al largo di New Orleans, causò 11 morti e la fuoriuscita di centinaia di milioni di litri di greggio nel Golfo del Messico fino alla chiusura del pozzo solamente quattro mesi dopo. Barack Obama ha espresso l'augurio che «Bp e tutte le altre parti implicate rendano conto dei danni e delle drammatiche perdite che hanno provocato».

Il comunicato della Casa Bianca sottolinea gli sforzi continui compiuti per normalizzare la situazione, precisando in particolare che 2.000 persone partecipano ogni giorno alle operazioni di bonifica. «Fin dall'inizio, la mia amministrazione ha messo a disposizione tutte le risorse per allestire la più grande operazione mai avviata nella storia della nostra nazione per fronteggiare una marea nera», scrive il presidente americano. «Nel momento più critico della crisi, circa 48.000 uomini e donne hanno lavorato senza sosta per attenuare le conseguenze della fuga. Anche se abbiamo fatto dei progressi significativi, resta del lavoro» da fare, scrive.

Complessivamente, più di quattro milioni di barili di greggio si sono riversati nelle acque del golfo, inquinando per centinaia di chilometri le spiagge e le fragili marais della costa sud, costringendo le autorità a vietare la pesca su un terzo delle acque territoriali americane della regione. Il peggio sembra tuttavia che sia stato evitato, grazie ai venti favorevoli e all'uso di circa 7,6 milioni di litri di solventi che hanno permesso di tenere al largo la maggior parte della marea nera.

Ma i danni sono considerevoli e delle squadre sono sempre al lavoro per ripulire il litorale e le conseguenze a lungo termine dello sversamento di un così enorme quantitativo di greggio sulla fauna del golfo restano ancora da verificare.