21 novembre 2019
Aggiornato 00:00
Medio Oriente

Vittorio Arrigoni ucciso dai sequestratori salafiti

Il Ministero dell'interno di Hamas conferma la morte del cooperante italiano

GAZA - Vittorio Arrigoni è stato giustiziato dai suoi sequestratori, un gruppo salafita attivo nella Striscia di Gaza. Il corpo senza vita del cooperante italiano è stato ritrovato qualche ora dopo l'annuncio del suo rapimento, il primo di uno straniero nella Striscia dopo la presa del controllo del territorio da parte di Hamas nel giugno 2007. Le autorità di Hamas hanno promesso di «consegnare» alla giustizia gli autori di questo «atroce crimine».

Il cadavere del cooperante italiano è stato rinvenuto in un quartiere nordoccidentale della Città di Gaza, rendono noto i servizi di sicurezza di Hamas, che hanno vietato l'accesso ai media. Le forze di sicurezza della Striscia, «dopo aver individuato uno dei membri del gruppo» avrebbero tentato un blitz per liberare l'ostaggio, che invece era già stato giustiziato all'interno del covo dei salafiti. Gli uomini della sicurezza «hanno trovato il corpo dell'ostaggio ucciso già da diverse ore in modo atroce, secondo il rapporto del medico legale», prosegue il portavoce del ministero degli Interni di Hamas, Ihab al-Ghussein. «I primi elementi raccolti indicano l'intenzione dei rapitori di uccidere, poiché l'ostaggio è stato giustiziato poche ore dopo il sequestro».

«Il governo condanna questo crimine atroce che non riflette i nostri valori, la nostra religione, i nostri costumi e tradizioni e afferma di voler prendere tutti i membri del gruppo e applicare la legge», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Interni.

Arrigoni era «un attivista per i diritti umani dell'International Solidarity Movement» (Ism), come lui stesso si descriveva nel suo profilo Facebook. Il cooperante, originario di Besana Brianza in Lombardia, viveva a Gaza da circa tre anni. Giornalista freelance e blogger attivo (http://guerrillaradio.iobloggo.com/), con Manifestolibri aveva pubblicato un volume sulla sua esperienza nella Striscia intitolato «Gaza Restiamo Umani», già tradotto in quattro lingue.