23 ottobre 2019
Aggiornato 05:00
Omicidio Arrigoni

La rabbia dell'ISM: Israele e Italia resposabili morali

Ong: «Troppi interrogativi sull'ennesimo attacco agli attivisti. Ancora non c'è una versione affidabile dei fatti»

ROMA - Nell'uccisione di Vittorio Arrigoni «ci sono responsabilità precise, politiche e morali, dello Stato di Israele, con la complicità del governo italiano che è tra i suoi più fedeli e cinici alleati». E' l'accusa dell'International Solidarity Movement (ISM), l'ong filo-palestinese in cui militava il volontario italiano ammazzato questa notte da un sedicente gruppo ultrafondamentalista islamico nella città di Gaza.

«Ancora non c'è una versione affidabile dei fatti» ha spiegato a TM News Alfredo Tradardi, coordinatore di ISM-Italia. «C'è chi è arrivato a parlare di impiccagione, mentre la maggior parte delle fonti ha riferito di una morte per soffocamento. Certo, la dinamica della vicenda lascia sconcertati» ha aggiunto, «ci chiediamo chi siano le forze che muovono un'iniziativa simile: questo è un attacco agli attivisti internazionali che trova i suoi precedenti nei casi di Rachel Corrie (un'altra attivista dell'Ism, ferita a morte nel 2003 mentre tentava di fermare un bulldozer israeliano a Rafah, ndr) e Tom Hurndall», anch'egli volontario per l'ISM morto nel 2004 dopo nove mesi di coma per un proiettile in testa partito da un cecchino israeliano.

«In questo momento - ha argomentato Tradardi - ci sono parecchi stati che stanno cercando di alzare il livello di tensione perché il problema generale è quello di contrastare le rivoluzioni arabe: c'è un quadro di confusione, negli ultimi giorni a Gaza ci sono state decine di palestinesi uccisi». «Speriamo di averle queste risposte - ha osservato l'attivista dell'Ism - perché in tutto questo ci sono responsabilità precise dello Stato di Israele, con la complicità del governo italiano che è tra i suoi alleati più fedeli e cinici».

«Non ha caso - ha detto ancora Tradardi - pochi giorni fa il presidente del Consiglio ha dichiarato che non avrebbe fatto partire la prossima 'Freedom flotilla'», l'ennesima nave di attivisti che dovrebbe salpare in maggio con aiuti destinati alla popolazione di Gaza, con l'obiettivo di violare l'embargo israeliano. «Bisogna raccogliere l'eredità morale di Vittorio» ha sottolineato il suo collega e amico, «ha vissuto quasi tre anni a Gaza nel periodo della guerra, anche sottoponendosi a stress post-traumatici».

«Purtroppo le società occidentali sono ancora indifferenti e ignoranti sulla situazione nella Striscia - è la denuncia di Ism - e ora assistiamo a questo gravissimo fatto della guerra contro la Libia. Possibile che noi occidentali non rinunciamo al razzismo, che è figlio diretto del nostro passato coloniale?». «Non è accettabile che dal 2006 la Striscia di Gaza sia ridotta a un campo di concentramento a cielo aperto, e non è possibile che i governi israeliani non abbiano mai voluto la pace» ha concluso Tradardi, da parte di Israele c'è stato «un embargo e un assedio sistematico di Gaza, e quindi la responsabilità politica e morale di quanto accaduto stanotte è di Israele e dei suoi complici: Europa e Stati Uniti, e i cosiddetti paesi 'arabi moderati', che come sta venendo fuori di 'sti tempi poi tanto moderati non sono...».