23 ottobre 2019
Aggiornato 04:00
Secondo un sito israeliano

Arrigoni ucciso da Al Qaida, perchè sospettato di essere una spia

L'organizzazione al-Tahwir al-Jihad nega ogni coinvolgimento nella vicenda

GAZA - Per il sito israeliano Debka, vicino all'intelligence di Gerusalemme, Vittorio Arrigoni sarebbe stato ucciso dalla principale organizzazione di al Qaida presente nella Striscia di Gaza, Al-Tahwir al-Jihad, perchè sospettato di essere una spia, ma il movimento smentisce ogni suo coinvolgimento nel sequestro e nell'uccisione del cooperante italiano. Secondo l'intelligence israeliana, i suoi sequestratori avrebbero torturato Arrigoni per indurlo a confessare.

E' la prima volta, sottolinea Debka, che il gruppo uccide un cittadino occidentale, a indicare la crescente influenza degli estremisti nel territorio palestinese. Nel corso dell'ultimo anno, sottolinea infatti il sito, l'organizzazione si sarebbe rafforzata con l'arrivo di centinaia di terroristi da Iraq e Yemen. E sebbene Hamas, al governo nella Striscia di Gaza, abbia più volte dichiarato guerra all'organizzazione di al Qaida, il movimento palestinese avrebbe invece raggiunto un'intesa con i salafiti per convivere nel territorio palestinese.

Da parte sua, il gruppo salafita ha negato ogni coinvolgimento nell'uccisione di Arrigoni in un comunicato pubblicato su internet, in cui sottolinea che quanto accaduto «è la naturale conseguenza delle pratiche del governo di Hamas contro i gruppi salafiti a Gaza». Stando a quanto ricorda oggi il sito 'Occupied Palestine', l'organizzazione è responsabile del sequestro e dell'uccisione di diversi militanti di Hamas. I salafiti accusano Hamas di non aver imposto la legge islamica nella Striscia di Gaza e di rispettare il cessate il fuoco con Israele.

I sequestratori di Arrigoni avevano lanciato un ultimatum al governo di Hamas, chiedendo il rilascio del leader dell'organizzazione Al-Tahwir al-Jihad, Hisham Saidani, in cambio della liberazione del pacifista italiano. Saidani, noto anche con il nome Abu al-Walid al Maqdisi, è stato arrestato nelle ultime settimane da Hamas. Il 5 febbraio scorso, Saidani ha diffuso una fatwa (editto religioso) in cui afferma che civili ebrei e cristiani possono essere uccisi nel corso di una jihad, perchè sono «fondamentalmente non innocenti».