20 novembre 2019
Aggiornato 06:30
Wikileaks

Nuova ombra sull'inchiesta svedese su Assange

Una delle due donne che lo accusa è amica di una poliziotta. I suoi avvocati ritengono che Assange sia vittima di una macchinazione e di un «abuso di diritto»

STOCCOLMA - Una funzionaria della polizia amica di un presunta vittima: le notizia diffusa da un giornale popolare svedese ha gettato una nuova ombra sull'inchiesta svedese per stupro aperta a carico del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange.
Secondo Expressen, una poliziotta che ha condotto gli interrogatori all'inizio della vicenda ad agosto conosceva la «Signorina A», una delle due donne che hanno denunciato l'australiano per violenza sessuale. La funzionaria da allora ha fatto numerosi commenti su Facebook sfavorevoli al 39enne australiano, ha scritto il giornale che per primo aveva rivelato «l'affaire Assange», il 21 agosto scorso.

Questo possibile conflitto di interessi, che la polizia e la magistratura svedese hanno preferito non commentare, indebolirebbe una inchiesta già fortemente criticata. «Se è vero, è estremamente insolito», ha dichiarato l'avvocato svedese di Assange, Bjorn Hurtig. «Se emergesse che il primo interrogatorio non è stato realizzato in maniera obiettiva, allora non ci sarebbe davvero la base per aprire una inchiesta», ha aggiunto.

Julian Assange, che respinge le accuse a suo carico, ha fatto appello il 3 marzo alla decisione britannica di estradarlo in Svezia sulla base di un mandato d'arresto europeo spiccato dal Paese scandinavo. I suoi avvocati ritengono che il loro cliente sia vittima di una macchinazione e di un «abuso di diritto» da parte della giustizia svedese. Assange, che si era presentato alla polizia britannica il 7 dicembre scorso, è stato liberato su cauzione nove giorni dopo. Da allora è agli arresti domiciliari nella residenza di un amico a 200 chilometri da Londra.