1 ottobre 2020
Aggiornato 01:30
Decreto Rilancio

Romano Prodi: «Lo Stato deve tornare a spendere»

La ricetta dell'ex Presidente del Consiglio: «Diamo fiducia al sistema economico. Dalle crisi si è usciti solo con le grandi spese poi bisogna fare anche le riforme di struttura se no non dura»

Romano Prodi
Romano Prodi ANSA

ROMA - «Dobbiamo ricominciare a spendere per evitare di cadere troppo e ripartire. Lo deve fare lo Stato con le opere pubbliche e i cittadini che devono avere fiducia». Lo ha sottolineato l'ex premier, Romano Prodi intervenuto a Mezz'ora in più dove ha sottolineato anche l'urgenza di una semplificazione burocratica.

Parlando del decreto Rilancio Prodi ha detto: «è facile dire cosa manca perchè tutti vogliono qualcosa di più comprensibile. Sulla distribuzione diciamo che ci sono categorie come il turismo trattati meno bene, alcuni richiedono benefici fiscali a differenza di altri che in questo periodo sono andati bene. Il problema non è il bilancino ma la reazione a breve e i progetti a lungo».

«Bisogna cominciare a spendere subito per non cadere troppo. Lo Stato deve iniziare a spendere con opere di edilizia e i cittadini devono avere fiducia e ritornare a spendere. Diamo fiducia al sistema economico. Dalle crisi si è usciti solo con le grandi spese poi bisogna fare anche le riforme di struttura se no non dura. Dobbiamo impedire di precipitare troppo», ha aggiunto Prodi.

«FIAT dia garanzie su investimenti»

«Parto da un fatto semplice Fca non è più italiana, abbiamo un quarto del fatturato in Italia il resto è all'estero ma è legittimo finanziare imprese che sono localizzate in Italia sia di proprieta straniera sia italiana». Lo ha detto l'ex Premier sottolineando che tuttavia «se do soldi per costruire una casa devo sapere dove la casa viene fatta, che progetto c'è. Così devo avere garanzie che investimenti vengano fatti in Italia ma che gli altri soci facciano uno sforzo simile al nostro altrimenti non vorrei che noi sostenessimo tutta la Fca. Oggi un quarto della produzione in Italia tra pochi mesi sarà un ottavo perchè tra pochi mesi c'è la fusione con Psa».

Più in generale, ha spiegato il professore, «devo constatare che oggi ha solo il 23% del mercato italiano. Dobbiamo stare attenti a questi aspetti, sono 6,3 miliardi anche se in prestito sono un bell'impegno. Dobbiamo avere queste garanzie. Il discorso sede all'estero mi ha sempre indignato. In Olanda non hanno molta simpatia nei miei confronti ma sotto il profilo giuridico è legittimo».

«Il problema delle sede - ha detto Prodi - è generale. Poi c'è il fatto di capire la strategia generale della Fiat nei confronti dell'auto. Fiat ha venduto Comau e Magneti Marelli per molti aspetti è uscita dal settore dell'automobile e perseguito strategie alternative. Facendo patti ben precisi credo si possano benissimo dare questi soldi. Ci vuole la capacità del governo di dialogare e imporre il rispetto dei patti presi e questo fino'ora non c'è stato».