13 luglio 2020
Aggiornato 19:00
Emergenza coronavirus

L'ideona di Mario Monti: «Varare Buoni per la salute pubblica»

E' il suggerimento che arriva dall'ex Premier e Senatore a vita in un intervento sul Corriere della Sera ha spiegato: «Potrebbero evitare una futura imposta patrimoniale»

Mario Monti, Senatore a Vita
Mario Monti, Senatore a Vita ANSA

ROMA - «L'emissione di un prestito alla Repubblica italiana denominato 'Investi nella Salute dell'Italia' o 'Buoni per la Salute Pubblica' o 'Health of Italy Bonds' per il mercato internazionale» dovranno essere valutati dal governo italiano. E' il suggerimento che arriva dall'ex Premier e Senatore a vita Mario Monti che in un intervento sul Corriere della Sera ha spiegato che così facendo «gli italiani di oggi che possono permetterselo aiuterebbero l'Italia a dotarsi di strutture sanitarie di alto livello in tutto il Paese, ponendo solo in parte l'onere di ciò a carico degli italiani di domani».

Serve un progetto per la Salute Integrata

Il governo e la comunità scientifica, ha continuato Monti, «dovrebbero elaborare un Progetto per la Salute Integrata, rivolto sia al potenziamento nel breve termine delle strutture sanitarie, sia allo sviluppo di lungo periodo del capitale fisico-tecnologico, ma soprattutto umano». Per questo progetto, «il presidente Conte e il ministro Gualtieri potrebbero considerare, avvalendosi della competenza della Banca d'Italia e del Tesoro, forme di finanziamento che non si traducano semplicemente in oneri aggiuntivi per le future generazioni, ma facciano appello al rinnovato spirito civico e al ritrovato senso di appartenenza che oggi gli italiani dimostrano», e facciano leva «sulle aperture che vengono dall'Europa».

Potrebbero evitare una futura imposta patrimoniale

Per Monti in particolare l'emissione «dovrebbe essere per un importo molto rilevante, a lungo termine o irredimibile, ma negoziabile nel mercato secondario; a tasso di interesse fisso e molto basso, alle condizioni fiscali più favorevoli, compresa l'esenzione da qualsiasi futura imposizione». Gli investitori «meno miopi vedrebbero in questa clausola, forse con realismo, l'indicazione che se emissioni come questa incontreranno il favore del mercato, le probabilità di dover ricorrere in futuro ad un'imposta patrimoniale si ridurrebbero, mentre di per sé una grave crisi economico-finanziaria conseguente alla pandemia non potrebbe che farle aumentare».

BCE rassicura su Italia

La Banca centrale europea è pronta a superare temporaneamente, nelle situazioni di emergenza, i limiti sugli acquisti dei titoli di Stato dei vari paesi nel programma App, sulla base delle rispettive alle quote di capitale. E in un intervento pubblicato oggi sul sito dell'istituzione, il capo economista Philip Lane avverte che «non verrà tollerato alcun rischio sulla regolare trasmissione della politica monetaria in nessuna giurisdizione». Frasi che senza menzionarla direttamente sono chiaramente orientate a rassicurare l'Italia e i suoi titoli di Stato, dopo quelle improvvide ieri della presidente Christine Lagarde, che aveva detto «non siamo qui per chiudere gli spread», salvo poi correggere il tiro in un'intervista.