6 dicembre 2019
Aggiornato 23:30
La polemica

Autostrade, Toninelli replica ai Benetton: «Prima di me al Mit concessionari se la cantavano e se la suonavano»

L'ex Ministro dei Trasporti: «I Benetton e i concessionari sono così potenti e molto più forti dello Stato perché la politica gliel'ha permesso. Bisogna togliere le clausole capestro»

L'ex Ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli
L'ex Ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli ANSA

ROMA - «Benetton deve capire che non c'è odio nei suoi confronti, c'è la consapevolezza della gestione disastrosa delle autostrade, l'odio è una sua paranoia». Lo ha detto Danilo Toninelli, senatore del M5S, a Radio Cusano Campus, emittente dell'Università Niccolò Cusano. «I Benetton e i concessionari sono così potenti e molto più forti dello Stato perché la politica gliel'ha permesso. Bisogna togliere le clausole capestro. Prima che arrivassi io al Mit i concessionari se la cantavano e se la suonavano - spiega l'ex ministro M5s -. Se tutto va bene il 1 gennaio diminuiscono i pedaggi sulle autostrade e aumentano gli investimenti per la sicurezza, spero che la ministra De Micheli porti a casa tutto questo. Prima del Mit non si parlava mai. Quando hanno capito il metodo che stavo attuando, c'è stata un'attenzione particolare nei confronti del Mit e si parlava sempre di cantieri bloccati. Ora il Mit è tornato in una cortina di fumo».

«Con la De Micheli ci siamo incontrati e lei sa perfettamente che qualsiasi chiarimento su qualsiasi dossier che aveva portato avanti il sottoscritto io sono a disposizione, per adesso non è ancora capitato. Le mie gaffe? Tutte stupidaggini - prosegue Toninelli -. Se prendiamo una parola sbagliata e la mandiamo in loop a reti unificate la gente cosa pensa? Il sottoscritto, con tutti i limiti del caso, da grande lavoratore quale è, stava mettendo le mani dentro un sistema. Questi si sono mangiati una certa politica e una certa stampa e quindi Toninelli era nemico pubblico numero uno».

Ipocrisia Benetton sì ai soldi, no alle responsabilità

Il Blog delle stelle, voce ufficiale del M5S, condanna «l'ipocrisia dei Benetton sulle Autostrade. Luciano Benetton oggi ha inviato una lettera ai giornali in cui con il massimo dell'ipocrisia possibile sostiene che la sua famiglia, che controlla Autostrade per l'Italia, non avrebbe alcuna responsabilità nei confronti della direzione della società autostradale. Una contraddizione evidente anche a un bambino": così un post sul Blog delle Stelle attacca la posizione dei Benetton. «Forse lui e la sua famiglia - si legge ancora nel testo, in riferimento a Luciano Benetton - non si sono preoccupati di nulla perché vedevano negli anni miliardi di euro di ricavi e non hanno avuto nessuno scrupolo a chiedersi se quei ricavi non derivassero anche dai mancati investimenti in manutenzione e sicurezza. Ieri, numeri e dati di bilancio alla mano, abbiamo mostrato come in 13 anni di vita Atlantia abbia visto schizzare ricavi e utili, facendo però colare a picco gli investimenti sulla rete autostradale. Chi è responsabile di questa scelta? L'amministratore delegato che rende conto all'azionista di controllo, ossia alla famiglia Benetton».

Ancora, in conclusione del lungo post, riferendosi alla volontà di arrivare alla revoca della concessione ai Benetton, si legge: «Così i soldi dei pedaggi non andranno più ad arricchire una famiglia, che non muove un dito e si limita a contare i ricavi come sostiene la lettera di oggi, ma saranno utilizzati per migliorare i trasporti, massimizzare la sicurezza ed evitare tragedie come quelle del ponte Morandi e di Avellino».