6 dicembre 2019
Aggiornato 16:00
Manovra finanziaria

Moscovici prova a spiegare perché non ci sarà nessuna procedura per la Francia

Il commissario Ue esclude una procedura per deficit eccessivo a carico della Francia. Di Maio smentisce tagli

BRUXELLES - Il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici esclude una procedura per deficit eccessivo a carico della Francia, sebbene in una intervista alla radio francese Rtl debba ammettere che nel 2019 «sarà l’unico Paese con un disavanzo sopra il 3 per cento del Pil». Ma nel suo caso «le regole lo consentono», perché la deviazione è «limitata, eccezionale e temporanea». In Italia invece «ci sta una politica di rilancio su 3 anni», afferma. Interpellato sulle proteste per l’uso di due pesi e due misure da parte del vicepremier Matteo Salvini, l’eurocommissario francese risponde parlando di «grandi differenze» tra i due Paesi. Perché «in Francia ci sta una emergenza sociale, delle misure eccezionali, su un anno con uno sforamento temporaneo. E’ autorizzato dalle regole». Alcune delle misure che gonfieranno il deficit francese tuttavia, come l’aumento dei salari minimi, sono strutturali. Ad ogni modo Moscovici rivendica di lavorare affinché «l’Italia non venga più sanzionata. Penso che sarebbe una cosa negativa. E’ un grande Paese della zona euro, dove ha il suo posto»

Di Maio fiducioso
Intanto, Luigi Di Maio si dice «fiducioso»«Abbiamo fatto una legge di bilancio che mantiene le promesse e stiamo anche facendo un’offerta all’Unione Europea di riduzione del deficit, che ci permette quindi di stare non proprio del tutto nei parametri ma di dare un segnale di dialogo» spiega. Non ci sarà nessun accordo «se ci chiederanno di tradire gli italiani» promette. Ci sarà un accordo sulle promesse mantenute, dunque, «non su quelle tradite». Le prossime ore saranno decisive, «dopo l’alba si rimetterà in moto la macchina del Governo per l’ultima volta».

Nessun taglio a quota 100 e Rdc?
Stanotte il Ministro Tria e il Presidente Conte hanno lavorato agli ultimi conti, ora si dovrebbe chiudere. Dal primo gennaio entrerà in vigore una legge di bilancio «che può dar vita a un cambiamento in Italia» dichiara ottimista il vicepremier e leader del M5s ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format «I Lunatici». E smentisce «qualsiasi» ipotesi di taglio alle misure come quota 100 o il reddito di cittadinanza. «Come sono partite, così arrivano», ma siccome partono un po’ dopo, il reddito a marzo e quota 100 a febbraio, costeranno un po’ di meno. «Quando ci sediamo al tavolo io, Conte e Salvini troviamo sempre una quadra». Quello che hanno ottenuto ogni volta che hanno dialogato - conclude Di Maio, è un miglioramento sia dei rapporti tra di loro che di risultati per gli italiani. «La gente che mi ferma per strada mi chiede di non litigare, di proseguire verso gli obiettivi e di risolvere i problemi».